Su Berlusconi la sinistra è caduta nel tranello di Grillo

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Che io potessi affermare di essere d’accordo con Casini su qualsiasi cosa nessuno, nemmeno mia madre, lo avrebbe mai detto. Eppure per una volta la penso quasi come l’imperatore dei democristiani. Su Berlusconi e la sua decadenza la sinistra, opportunamente spinta da Grillo, ha toppato alla grande.

Politicamente parlando, e ripeto, politicamente parlando, bastava aspettare l’interdizione decretata dalla sentenza di Milano e Berlusconi sarebbe decaduto naturalmente. Non ci sarebbero stati tutti i casini che ci sono stati, non si sarebbe martirizzato Berlusconi facendone ancor di più un idolo per i suoi sostenitori, si sarebbero messi in difficoltà i falchi del PDL (oggi Forza Italia). Insomma, dopo venti annidi berlusconismo si trattava di aspettare qualche settimana in più per ottenere lo stesso risultato senza le controindicazioni che invece ha portato l’espulsione di Berlusconi dal Senato per mano della Commissione.

Ma la sinistra aveva paura di fare un regalo a Grillo che invece, furbissimo, incalzava giornalmente affinché venisse applicata la legge Severino e Berlusconi venisse espulso dal Senato per via politica invece che per via coatta. Se il PD non lo avesse fatto Grillo avrebbe potuto accusare la sinistra di essere “connivente” con Berlusconi.

E cosa ha ottenuto la sinistra da tutto questo? In primo luogo che la destra si è “strategicamente spaccata” in destra di Governo e in destra di lotta, un fatto che in un’ottica futura non porterà nulla di buono per la sinistra. Poi, forse più importante, che Grillo potesse rivendicare la decadenza di Berlusconi, sia per il voto palese in Senato che per la costante spinta sulla sinistra. Grillo dice, forse a ragione, che se non ci fosse stato il M5S il Senato non avrebbe mai votato la decadenza di Berlusconi. Ha ragioni da vendere nel dire questo, bisogna ammetterlo.

Invece di liberasi di Berlusconi politicamente o aspettando che lo facesse, magari giustamente, la Magistratura, la sinistra ha imboccato la strada della “resa dei conti” del duello all’OK Corral e ne è uscita francamente perdente (nonostante le apparenze) lasciando a Grillo un merito che poi, a ben guardare, nemmeno ha.

E’ vero, qualcuno dirà che è stato ristabilito il concetto che in Italia la legge è uguale per tutti, ed è moralmente parlando un concetto giustissimo, ma politicamente è stato un autogol. Se poi si guardano con più attenzione i prossimi procedimenti giudiziari che riguarderanno a breve Silvio Berlusconi si capisce ancora meglio l’errore fatto dalla sinistra, quello di rendere martire un personaggio che si stava autodistruggendo da solo.

Quando Matteo Renzi, per altro silenzioso a riguardo, disse che lui Berlusconi lo voleva battere alle urne non lo diceva a caso perché già sapeva che è più facile battere un avversario politicamente in decadenza piuttosto che un martire. Lo hanno attaccato e persino insultato. Ma oggi si scopre (e temo che si scoprirà ancora meglio alle prossime elezioni) che aveva ragioni da vendere. E l’unico a guadagnarsi è stato Grillo, per una volta stratega perfetto.

Bianca B.

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