Sudan – Sud Sudan: nuovi durissimi scontri lungo il confine. Droni iraniani a Khartoum

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Nuovi durissimi scontri sono scoppiati ieri tra l’esercito sudanese e quello del Sud Sudan schierati lungo il confine tra i due paesi. La zona degli scontri è quella del fiume Bahr al Arab nello Stato del Northern Bahr al Ghazal, territorio conteso tra Sud e Nord Sudan.

Secondo quanto riferisce Radio Dabanga ci sarebbero stati una trentina di morti e decine di feriti. Gli scontri sono iniziati prima tra due tribù rivali, gli Samaha (arabi) e gli Rizeigat (est Darfur) per poi coinvolgere i due schieramenti militari che difendono l’uno o l’altro gruppo.

La regione, ricchissima di petrolio, è contesa da anni tra il Sud Sudan e il Sudan ma militarmente è controllata da Juba. Tuttavia negli ultimi mesi Khartoum ha ammassato migliaia di truppe a ridosso del confine e si teme che possa scatenare una offensiva militare in pieno stile.

In questo contesto proprio ieri sono circolate voci della consegna di almeno tre droni (aerei senza pilota) al governo di Khartoum da parte dell’Iran. Da diverso tempo Sudan e Iran collaborano attivamente a livello militare. Teheran, infischiandosene dell’embargo sulle armi imposto dall’Onu al Sudan, consegna continuamente armi, munizioni e ricambi per gli aerei a Khartoum. In cambio il Sudan mette a disposizione degli Ayatollah il suo territorio e le sue fabbriche sia per il transito di armi verso la Striscia di Gaza che per la costruzione di missili Fajir 5. Lo scorso mese di ottobre una fabbrica di armi nei pressi di Khartoum venne bombardata da ignoti. In quell’occasione il governo sudanese incolpò Israele dell’avvenuto. Fonti di intelligence occidentali affermano che in quella fabbrica si costruivano i missili Fajir 5 poi destinati ai gruppi terroristi della Striscia di Gaza e del Libano.

Se la notizia della consegna dei droni iraniani al Sudan fosse vera si tratterebbe di una pericolosa evoluzione che oltre a cambiare sostanzialmente i valori delle forze in campo, potrebbe portare ad una escalation del riarmo anche da parte del Sud Sudan con conseguenze davvero imprevedibili per la pace nella regione.

Claudia Colombo

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