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attacco alla libia

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Gheddafi è un dittatore spietato. Lo è sempre stato e lo è anche adesso che gli bombardano il bunker. L’Italia lo sapeva come lo sapevano tutti gli altri, solo che gli altri non sono andati a prostrarsi al dittatore, non lo hanno accolto nella loro capitale come se fosse il Messia e non gli hanno baciato la mano come se fosse don Vito Corleone.

«Il Mediterraneo e il Nordafrica sono diventati un vero campo di battaglia e per questo attaccherò obbiettivi militari e civili». Lo ha detto ieri sera il colonnello Gheddafi parlando alla nazione da una località segreta e senza video. La dichiarazione arriva dopo che dalle 17,45 di ieri la Francia ha dato il via all’operazione “Odissey Dawn” che nel volgere di poche ore ha coinvolto anche gli altri Stati della cosiddetta “coalizione dei volenterosi”.

Dopo la risoluzione dell’ONU che autorizza la creazione della “no fly zone” sulla Libia e «tutte le necessarie misure per proteggere la popolazione civile», la Comunità internazionale continua a rimanere immobile. Si susseguono le riunioni mentre dalla Libia arrivano notizie drammatiche nonostante il rais abbia annunciato un cessate il fuoco.

Questa mattina, non appena saputo della decisione dell’Onu di istituire una “no fly zone” sulla Libia, il Rais libico ha tuonato contro l’occidente: se saremo attaccati sarà un inferno. Le parole di Gheddafi non sono state prese sottogamba dagli europei perché le armi in mano del dittatore libico sono tante e tutte “made in Europe”.

Finalmente, dopo un vergognoso ritardo che probabilmente è costato centinaia di vittime, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha autorizzato la “no fly zone” sui cieli della Libia. La decisione è arrivata quando in Italia erano circa le 22 e subito, addirittura durante le celebrazioni del 150° d’Italia, si è riunito un mini-consiglio di guerra informale al Teatro dell’Opera di Roma.