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Al termine di una giornata che ha visto i terroristi palestinesi tornare prepotentemente in azione in Israele, il Presidente della Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas alias Abu Mazen, non trova niente di meglio da fare che invitare l’occidente a difendere i terroristi palestinesi dalla difesa di Israele invece di condannare gli attacchi.

Gerusalemme, Israele – Due terroristi palestinesi aprono il fuoco nei pressi delle Porta di Damasco, a Gerusalemme, una donna palestinese cerca di accoltellare un poliziotto di frontiera a Hebron, un 17enne palestinese cerca di colpire militari del IDF nelle vicinanze di Gerusalemme, un adolescente palestinese minaccia una donna israeliana con un coltello e infine terroristi palestinesi aprono il fuoco contro militari israeliani nei pressi di Jenin.

Come si può convincere due bambini di 11 e 14 anni a compiere un attentato con la chiara speranza che vengano uccisi per poi gridare al mondo il “martirio dei bambini palestinesi”? Lo so, è aberrante ma è esattamente quello che sta avvenendo nella West Bank dove gli adulti stanno facendo una vera e propria campagna di reclutamento dei bambini palestinesi da usare per gli attentati contro gli israeliani.

Giovedì mattina, un adolescente palestinese ha accoltellato un soldato nella cittadina di Gush Etzion a sud di Gerusalemme. Il giorno dopo due palestinesi di 20 anni hanno accoltellato un uomo israeliano dopo aver tentato invano di salire su uno scuolabus pieno di bambini nella città di Beit Shemesh (Israele centrale). Tutti e tre i terroristi venivano dal villaggio palestinese di Surif e i due che hanno tentato una strage di bambini cercando di salire sullo scuolabus avevano addosso magliette con scritto “Izz ad-Din al-Qassam”, il braccio armato di Hamas. Tutto questo fa propendere le autorità israeliane a non credere alla teoria dei “lupi solitari” ma piuttosto ad azioni coordinate direttamente da Hamas.