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Ieri le autorità israeliane hanno autorizzato la diffusione delle notizie relative a una cellula terroristica palestinese della Jihad Islamica (Iran) arrestata circa un mese fa la quale stava meticolosamente pianificando un grande attentato nella città israeliana di Be’er Sheva e il rapimento e l’uccisione di un soldato israeliano il cui corpo sarebbe stato usato come merce di scambio con Israele.

Passi che Federica Mogherini sia rimasta in silenzio di fronte al discorso carico di odio e menzogne di Abu Mazen all’Onu. Passi che non abbia proferito parola sulla palese incitazione all’odio contenuta in quel discorso. Ma che la Mogherini stia zitta di fronte all’eccidio di ieri sera è una cosa insopportabile, specie dopo la rivendicazione di Fatah, cioè del partito di Abu Mazen.

Un padre e una madre di famiglia sono stati trucidati a sangue freddo da terroristi palestinesi ieri sera lungo una strada in Cisgiordania. A morire sotto i colpi di queste bestie che qualcuno chiama “palestinesi” sono stati Eitam e Na’ama Henkin mentre a bordo della loro auto, nella quale c’erano anche i loro quattro figli, percorrevano la strada tra Itamar e Elon Moreh.

Continuano senza sosta gli attentati alla vita degli israeliani da parte di terroristi palestinesi. L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto poco fa nei pressi della Tomba di Rachele quando durante un controllo di sicurezza una donna palestinese ha accoltellato una soldatessa israeliana che la stava controllando. La soldatessa è in gravi condizioni ed è ricoverata presso il Hadassah Medical Center.

L’attentato avvenuto ieri nei pressi della città di Dolev dove è stato ucciso a sangue freddo il giovane Dani Gonen, 25 anni, è stato rivendicato da una cellula di Hamas denominata “Marwan Kawasme and Amer Abu Aysha Squad” dal nome dei due terroristi che un anno fa rapirono e uccisero tre ragazzi israeliani affermando che con questo attentato volevano proprio commemorare il barbaro omicidio dei tre ragazzi.