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Il gioco più in voga tra i bambini palestinesi? Semplice, spara al poliziotto israeliano. Quando parliamo di incitamento all’odio sin da bambini non stiamo scherzando, quando parliamo di intere generazioni di bambini palestinesi cresciuti nell’odio contro gli israeliani e quindi della impossibilità di imbastire anche in futuro qualsiasi condizione di pace, non stiamo scherzando.

Dopo la scoperta dei bambolotti che raffigurano miliziani islamisti con kefiah e pietre destinati ai bambini palestinesi, un nuovo agghiacciante video diffuso sulla pagina Facebook denominata “Jerusalem Intifada’s Young People’s Coalition” scuote (o dovrebbe scuotere) le coscienze di coloro che sostengono di difendere i Diritti dei bambini palestinesi, UNICEF e ONG varie.

Come si può convincere due bambini di 11 e 14 anni a compiere un attentato con la chiara speranza che vengano uccisi per poi gridare al mondo il “martirio dei bambini palestinesi”? Lo so, è aberrante ma è esattamente quello che sta avvenendo nella West Bank dove gli adulti stanno facendo una vera e propria campagna di reclutamento dei bambini palestinesi da usare per gli attentati contro gli israeliani.

Una inchiesta condotta da Yedioth Ahronoth e pubblicata questa mattina anche sul suo sito web (in coda trovate il link) ci offre uno spaccato dell’infanzia palestinese che dovrebbe far parecchio riflettere chi ancora considera la dirigenza palestinese un “partner per la pace”. Bambini piccolissimi che invece di andare a scuola vengono indottrinati all’odio verso gli ebrei e che partecipano alle rivolte e agli attentati, il tutto nel completo silenzio delle cosiddette ONG in difesa dei Diritti dei bambini, a partire da UNICEF e compagnia bella.

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Questa mattina il giornale La Repubblica riporta in prima pagina (cartacea e online) la notizia del presunto arresto di un bambino palestinese di appena 5 anni. Nel farlo propone un video distribuito ieri da B’Tselem, una Ong filo-palestinese israeliana che,sempre la Repubblica, definisce “una delle Ong più importanti di Israele” ma che in realtà si è spesso distinta per rapporti falsi e tendenziosi, non certo imparziali, rapporti o scoop che guarda caso vengono distribuiti sempre in prossimità delle attribuzioni dei fondi alle Ong in Medio Oriente da parte dell’Unione Europea.

La notizia uscì nel mese di giugno in occasione della fine dell’anno scolastico nella Striscia di Gaza. Fece scalpore la recita di fine anno di una scuola materna di Gaza City nella quale i bambini arabi misero in scena una rappresentazione, chiaramente indotta, della perenne lotta contro il “nemico sionista” durante la quale dimostrarono inequivocabilmente come vengano allevati all’odio sin da piccoli e che non può esserci alcun futuro di pace con questa gente.