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E’ finita. Dopo 17 lunghissimi anni, dopo che negli ultimi tre anni l’Italia ha toccato il fondo sotto il Governo Berlusconi ed è stata umiliata e derisa in ogni consesso, finalmente il rais di Arcore ha lasciato la guida del Paese. E’ la fine di un incubo che assomiglia terribilmente a quelle scenette che si vedono su “scherzi a parte” dove c’è una vittima a cui vanno tutte male e viene subissata da fatti tragici e grotteschi allo stesso tempo.  

Da diverso tempo mi capita che alcuni amici israeliani o filo-israeliani mi domandino come mai la nostra organizzazione si sia schierata così attivamente contro Berlusconi e se improvvisamente siamo diventati “comunisti”. In particolare si riferiscono ai contenuti di Free Italian Press in quanto su Secondo Protocollo è molto difficile che si tratti di politica.

E’ stato lui a dire che questo voto aveva una valenza nazionale. E’ stato sempre lui a “scendere in campo” in prima persona e a metterci il faccione. Beh, il popolo italiano ha parlato e quello che ha detto non può essere sottovalutato o sminuito: Berlusconi, vai a casa o, per dirla alla Bossi, “fora dai ball”.

All’indomani di questa tornata elettorale, a parte le logiche analisi politiche che se ne possono dedurre, il fatto che personalmente ritengo più importante è il messaggio che la gente ha mandato al Premier, Silvio Berlusconi: noi siamo stanchi di te, del tuo non-governo, delle tue leggi ad personam e del tuo tentativo di demolire le istituzioni democratiche di questo Paese.

In molti (alcuni strumentalmente) tendono a individuare il berlusconismo con l’essere di destra. Mai errore è stato così macroscopico. C’è un abisso tra l’essere di destra e l’essere berlusconiano e chi vota per il partito di Berlusconi non necessariamente vota a destra per la destra ma vota per una persona che erroneamente si definisce essere di destra.