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Grillo è stato furbo, sulla vicenda di Bersani tace completamente perché sa benissimo che un qualsiasi suo articolo in merito scatenerebbe la grandissima massa di imbecilli pronti a gioire sulle disgrazie degli altri. Ne abbiamo avuto un esempio lampante ieri sulle pagine Facebook de Il Fatto Quotidiano e di Repubblica (trovate due immagini indicative sotto l’articolo).

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L’eutanasia del Partito Democratico arrivata ieri al culmine con le dimissioni di Bersani e della Bindi e con il ritiro piccato della candidatura di Prodi, è uno dei suicidi controllati più prevedibili e annunciati del mondo iniziato quando alle primarie la nomenklatura sovietica del PD ha fatto di tutto per far fuori Matteo Renzi.

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E alla fine il vero berlusconiano del PD è Pierluigi Bersani in barba a tutte le accuse lanciate dai “compagni” del soviet supremo a Matteo Renzi. A dimostrarlo l’accordo con il Cavaliere sul nome di Marini come candidato alla Presidenza della Repubblica.

L’annuncio dell’intesa con Berlusconi sul nome di Franco Marini ha scatenato un putiferio tra gli elettori del Partito Democratico e tra gli stessi deputati del PD. Pierluigi Bersani, che da 50 giorni tiene in ostaggio il Paese per inseguire Grillo negando qualsiasi intesa con Berlusconi, per una votazione così importante come il Presidente della Repubblica, non fa un passo indietro, fa un vero e proprio balzo indietro tornando (per dirla alla Renzi) al secolo scorso.

Naturale l’indignazione di tanti militanti del PD, una indignazione esplosa in rete, sui social network e in tante trasmissioni televisive. Franco Marini è l’incarnazione del democristiano perfetto, ex sindacalista, politico di vecchio corso, è tutto fuorché l’emblema di quel rinnovamento chiesto a gran voce dagli elettori e più volte promesso da Bersani.

Deciso il no dei renziani e di SEL che, a quanto pare, convergeranno sul nome indicato da Beppe Grillo, cioè su Stefano Rodotà. Ma, dissidenti a parte, i numeri per eleggere Marini alla prima votazione ci sono tutti. Sul nome di Marini convergono infatti il Partito Democratico (meno i renziani), il Popolo delle Libertà e i centristi  mentre la Lega Nord non è chiaro cosa farà.

Quando ieri Bersani aveva annunciato una “grossa novità” sul nome del candidato Presidente, in molti avevano pensato che finalmente ci fosse una convergenza sul nome della Bonino, ma purtroppo la ex parlamentare radicale è invisa agli ex democristiani e a una buona parte della destra ciellina. Cattocomunisti e ciellini uniti conto la Bonino e a favore di Marini. Alla faccia del rinnovamento (messaggio in chiaro ai tanti sostenitori di Bersani e denigratori di Renzi).

Ma in fondo questa scelta è abbastanza normale per Bersani. Il suo spacciarsi per “rinnovatore moderato” era solo fumo negli occhi degli stolti e ossigeno puro per coloro che non hanno alcuna intenzione di rinnovare la politica in Italia. E allora l’unica cosa su cui c’è veramente da interrogarsi è sul perché Bersani abbia tenuto l’Italia in ostaggio per 50 giorni quando poteva manifestare il suo berlusconismo sin dall’inizio dando un Governo al Paese.

Bianca B.

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L’Italia è sull’orlo del baratro, la gente si ammazza perché non ha di che vivere con decenza, le imprese sono alla canna del gas e cosa fanno i prodi grillini per porre rimedio a questa enorme crisi che attanaglia il Paese? Propongono due leggi “rivoluzionarie” sull’omofobia , sulle coppie di fatto e sulla modificazione di sesso.