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Se un Paese fortemente cattolico come l’Irlanda vota a stragrande maggioranza per la legalizzazione dei matrimoni omosessuali, allora c’è una speranza anche per l’Italia, o perlomeno mi piace pensarlo. La differenza tra noi e gli irlandesi è che da noi c’è il Vaticano oltre a un fortissimo conservatorismo che alcuni definiscono “di destra” ma che io preferisco non associare a un colore politico visto che gli ignoranti non hanno colore politico.

Una breve premessa: l’articolo che segue è una sorta di preambolo al rapporto sulla condizione dei Diritti delle persone LGBT che pubblicheremo nel luglio 2015 quindi alcuni dati potrebbero essere incompleti. Ma visto il peggioramento della situazione ci sembra giusto lanciare l’allarme sin da ora anche se purtroppo con dati solo parziali.

Mi fa francamente sorridere vedere nei vari gruppi pro-Israele certa gente prontissima a scagliarsi contro gli ayatollah che impiccano gli omosessuali e le stesse persone che due secondi dopo si schierano con decisione contro le unioni omosessuali o che addirittura tirano fuori teorie assurde come quella che gli omosessuali portano malattie e depravazioni. Ci vedo una certa ipocrisia in tutto questo.

In Italia ci mancavano solo le sentinelle in piedi per difendere la famiglia tradizionale, un mix di movimenti omofobi ultra-cattolici e movimenti di ispirazione nazi-fascista a giudicare dalle adesioni (tra le quali Forza Nuova). E potevano mancare i centri sociali che naturalmente si schierano contro, non per difendere i Diritti delle coppie omosessuali ma solo per “essere contro” o perché il mondo va così, se non sei di una parte sei dell’altra?

OMOSESSULI-PALESTINA-RIFUGIO-ISRAELE

Qualche tempo fa mi è capitato di vedere il documentario di Yariv Mozer intitolato “The invisible man” sulla vita degli omosessuali palestinesi che hanno trovato rifugio in Israele. Trovandomi in Israele per ragioni personali ho chiesto alle mie colleghe israeliane di aiutarmi a capire meglio il problema esposto proprio da quel documentario, cioè sulla situazione che vivono queste persone, una situazione sospesa in un limbo situato tra l’illegalità clandestina tollerata e il rischio sempre incombente di essere espulsi da Israele verso la Cisgiordania dove per loro il rischio è quello di essere uccisi.

omosessuali-paesi-islamiciL’ipocrisia del mondo occidentale sulle persecuzioni degli omosessuali nel mondo musulmano ha raggiunto il picco massimo quando in occasione delle olimpiadi di Sochi un po’ tutto il mondo, con Obama in testa, si è scagliato contro Putin per le sue leggi anti-gay (ne ho già parlato qui). Nulla di sbagliato, è giusto evidenziare quando uno Stato applica leggi discriminatorie contro chicchessia, ma il silenzio globale che c’è su quello che accade agli omosessuali nel mondo islamico cos’è se non un enorme esercizio di ipocrisia?