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Qualcuno della sinistra israeliana ha definito la proposta avanzata da Naftali Bennett di bloccare Facebook e le connessioni 3G nella zona di Hevron per evitare l’incitamento all’odio una «proposta shock e inutile», altri invece hanno proposto di bloccare Facebook in tutta la Cisgiordania e non limitarsi solo a zone delimitate e sembra che sia questa linea a prevalere, specie dopo la diffusione di una indagine durata un anno sull’uso dei social newtwork da parte di Hamas e su come proprio i social vengano usati dai terroristi per fare proselitismo e per incitare all’odio.

Il Ministro degli interni francese, Bernard Cazeneuve, si è recato ieri in visita alla Silicon Valley dove ha incontrato i vertici di Facebook, Twitter e Google con i quali ha cercato un accordo per rimuovere le pagine che inneggiano al terrorismo islamico, al razzismo e all’antisemitismo e per una maggiore collaborazione nell’identificare i gestori e gli utenti di queste pagine senza la lunga trafila necessaria oggi.

Da diversi mesi sulla rete si assiste a una vera e propria escalation dell’incitamento all’odio e al terrorismo “mordi e fuggi” di matrice palestinese. Non sono solo i giovani palestinesi a rendere virali gli incitamenti all’odio e a colpire i civili israeliani ma spesso anche persone non palestinesi. La parola d’ordine è “incitare a tutti i costi, anche e soprattutto attraverso la diffusione di false notizie”.

Una premessa: ieri abbiamo lanciato un “warning” attraverso Facebook e Twitter in quanto nel nostro lavoro di monitoraggio dei forum Jihadisti o comunque vicini alla causa dell’estremismo islamico ci siamo imbattuti in un topic che ci ha colpiti dove si spiegava come colpire gli ebrei sui social network. Nessuna volontà da parte nostra di lanciare inutili allarmi né tantomeno di alzare inutilmente una tensione che è già alle stelle. Solo che preferiamo passare per idioti oggi piuttosto che piangere qualcuno domani.

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Aveva promesso che avrebbe dato ai cittadini iraniani libero accesso a internet, ha aperto anche un account su Facebook e su Twitter per dimostrare che faceva sul serio. Peccato che a diversi mesi dalla sua elezione Hassan Rouhani non solo non ha mantenuto le promesse ma si appresta a censurare altri social media e a creare una rete internet chiusa solo per i cittadini iraniani e che esclude tutto il resto della rete internet.