Tag

francia

Browsing

Ieri sera il terrorismo islamico ha colpito di nuovo la Francia. C’è un filo ben visibile che unisce gli attentati in Francia, in Belgio, in Olanda, in Svezia e prima ancora in Gran Bretagna. Quel filo non si chiama ISIS o Al Qaeda che sono facce della stessa medaglia, quel filo porta il nome di un mostro che ci siamo allevati in casa e che ha saputo approfittare della nostra tolleranza e della nostra accoglienza, un mostro che si è insinuato lentamente ma inesorabilmente nella nostra società usando le nostre leggi e nutrendosi della nostra democrazia per farlo. Quel mostro si chiama islamismo.

Il terrorismo islamico ha cambiato indelebilmente il nostro stile di vita. Negli ultimi anni ha agito unicamente per raggiungere questo obiettivo, ha attaccato i luoghi della nostra vita quotidiana, ci ha attaccati nelle movida notturna, negli stadi, nei luoghi di vacanza, nelle stazioni dei treni, delle metrò, negli aeroporti. Ha attaccato tutto quello che rappresenta l’occidente. E noi in qualche modo ci dobbiamo adattare.

La conferenza di pace per il Medio Oriente che la Francia, non si sa bene a che titolo, sta organizzando non vedrà la partecipazione di Israele, cioè dell’attore più importante. Solo questo basterebbe a spingere chiunque non sia accecato dall’odio antisemita a porsi delle domande, ma non i francesi che ieri hanno detto di voler andare avanti comunque.

E adesso ci aspettiamo dall’Onu, da Amnesty International, da Human Rights Watch, dall’Europa, dalla Mogherini, dal Consiglio per i Diritti Umani e da tutti quelli sempre pronti a sbraitare contro qualsiasi risposta israeliana al terrorismo (ma sempre pronti a tacere sulle vittime) una dura condanna per la sproporzionata risposta francese agli attacchi di Parigi.