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Amnesty International colpisce ancora. La ONG inglese ex Premio Nobel per la pace (molto ex) bisognosa di denaro arabo torna ad attaccare Israele e lo fa nel solito modo, con un rapporto lacunoso e senza alcun riscontro, dove si forniscono numeri e testimonianze talmente inverosimili da far pensare a una deliberata montatura degna di una approfondita indagine della magistratura.

Quando si parla di conflitto israelo-palestinese è immancabile parlare di Diritto Internazionale e di legge internazionale. Le accuse di violare il Diritto internazionale sono da ambo le parti praticamente quotidiane e proprio in questi giorni l’Onu è chiamato a stabilire se durante l’ultima guerra a Gaza (operazione Margine Protettivo) Israele ha violato o meno il Diritto internazionale. Ma guardiamo cosa dice la legge internazionale anche con l’aiuto di uno dei maggiori esperti al mondo, l’ex procuratore generale delle forze armate norvegesi, Arne Dahl Willy (in coda trovate i link al suo articolo originale e tradotto in inglese dal quale abbiamo preso questi spunti di riflessione).

Ha destato molto scalpore il video/cartone animato diffuso lo scorso 14 giugno dal Ministero degli Affari Esteri israeliano intitolato “Open your eyes about Gaza” nel quale si prende in giro la stampa internazionale e il tipo di informazione che si da della situazione a Gaza, tanto da scatenare la protesta della Foreign Press Association (FPA), l’associazione della stampa estera.

Il Ministero degli Esteri israeliano ha presentato ieri alla stampa il suo rapporto sulla operazione “Margine Protettivo”, la guerra difensiva attuata da Israele contro Hamas nella scorsa estate. Il rapporto di 277 pagine spiega non solo gli aspetti legati al Diritto Internazionale che prevede il Diritto alla difesa ma spiega anche che i dati diffusi dall’Onu (che poi sono i dati di Hamas) sono del tutto menzogneri.

Si è dimesso ieri William Schabas, posto a capo della indagine voluta dalla Commissione dei Diritti Umani della Nazioni Unite sulla guerra della scorsa estate a Gaza. Il motivo è semplicissimo: non poteva essere imparziale in quanto in passato aveva attivamente collaborato con la OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) e manifestato pubblicamente opinioni fortemente antisemite.

Come si definisce l’atto di sparare migliaia di missili in maniera deliberata contro abitazioni civili? Come si chiama usare deliberatamente i civili come scudi umani? Come si chiama usare deliberatamente scuole e ospedali per nascondere arsenali militari? Come si definisce il fatto di non indossare una divisa e di nascondersi deliberatamente tra i civili? Secondo il Diritto Internazionali tutte queste azioni si definiscono crimini di guerra.

Nei giorni scorsi alla Assemblea Generale delle Nazioni Unite abbiamo assistito al festival delle ipocrisie, dal discorso di fuoco di Abu Mazen, ben esposto da Ugo volli su Informazione Corretta, alle stupide prese di posizione americane. Siccome ci sembra che questa gente abbia un po’ la memoria corta in merito al pericolo rappresentato da Hamas vogliamo fare un breve riassunto delle puntate precedenti.

A proposito della tregua tra Israele e Hamas che ha messo fine alla guerra di Gaza, arriva proprio dalla Striscia di Gaza la conferma che Hamas sta usando la tregua per ricostruire i tunnel distrutti. Sono le stesse Brigate Al-Qassam a confermarlo con la notizia della morte di un loro miliziano, identificato come Ahmad Riyad al-Hadad, morto mentre stava scavando un tunnel in quello che si può definire un “incidente sul lavoro”.