Taglio dei fondi all’editoria: opposizione silenziata. Quando toccherà al web?

Il regime del “portavoce di Putin” ha fatto il “regalo di Natale” all’editoria. Secondo quanto si apprende nel decreto “milleproproghe” sarebbero infatti spariti i fondi destinati all’editoria. Di fatto un taglio che mette in ginocchio tutti i piccoli giornali di opposizione, le radio libere e tutte quelle piccole realtà che raccontano il Paese reale.

Certo, qualcuno dirà che i tagli all’editoria riguardano anche i giornali di regime. Vero, però i giornali di regime, le radio legate al “portavoce di Putin” e le altre realtà vicine al regime hanno alle loro spalle editori con centinaia di milioni di risorse, gente che pur di avere il controllo totale sull’informazione è disposta a spendere qualsiasi cifra, anche a pagare costosissime cause per diffamazione pur di gettare fango sugli oppositori politici. E’ il sistema mussoliniano: silenziare le voci dell’opposizione. Solo che Mussolini lo faceva direttamente, questo regime le strangola lentamente.

Ora è facile supporre quale sarà il prossimo obbiettivo del regime: il web. E’ attraverso il web che infatti il regime riceve i colpi più duri. E’ attraverso il web che chi dispone dell’accesso a internet può avere il quadro preciso del Paese reale e non del Paese virtuale che il “portavoce di Putin” vuole rappresentare attraverso le sue Tv, i suoi giornali e i suoi molteplici media.

Aspettiamoci quindi delle leggi repressive verso coloro che contestano il regime attraverso il web. Cercheranno di strangolare anche queste ultime voci libere di dissidenza, magari con qualche decretino nascosto in qualche altra legge. Stiamo molto attenti a quello che il regime proporrà. Noi siamo fondamentalmente d’accordo per una legge che regolamenti alcune forme del web che possono portare allo stalking e ad altri abominevoli reati, ma siamo assolutamente contrari a qualsiasi forma di bavaglio della rete. Attenzione quindi che una legge che serva a ridurre i casi di stalking o a limitare altri gravissimi reati in rete (penso alla pedofilia ecc. ecc.) non diventi la scusa per imbavagliare la dissidenza. Non lo permetteremo.

Bianca B.

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