Tel Aviv: in migliaia chiedono maggior giustizia sociale

Prima che i soliti sciacalli mediatici filo-arabi si gettino a capofitto sulla notizia, precisiamo che la protesta che ieri sera ha portato migliaia di persone in piazza a Tel Aviv non solo non c’entra niente con le note vicende riguardanti gli arabi ma che è l’ennesima dimostrazione della democrazia israeliana. Fatela a Gaza, in Cisgiordania o in un qualsiasi Paese islamico una protesta del genere se ne siete capaci.

Premesso questo, veniamo alla notizia. Ieri sera migliaia di israeliani sono scesi in piazza a Tel Aviv per protestare contro il carovita e contro la disuguaglianza sociale. L’occasione l’ha data una collaborazione globale con il “movimento 12 maggio”, il movimento cioè che prese il via un anno fa in Spagna e che scese in piazza proprio per protestare con l’ingiustizia sociale.

Tutto l’evento si è svolto in una atmosfera festosa e senza alcun tipo di violenza. Gli oratori che hanno preso la parola non erano politici o capi di movimento, ma semplici cittadini che hanno voluto denunciare le ingiustizie sociali di cui si sentono vittime.

Si è discusso di tutto, dalle banche che applicano interessi troppo alti, alle difficoltà che incontrano i giovani a costituire una famiglia o ad andare a vivere da soli a causa degli affitti troppo cari. Insomma in Israele ci sono gli stessi problemi che si possono trovare in qualsiasi altro Paese democratico.  Molti interventi non si sono nemmeno capiti tanta era la confusione e l’atmosfera festosa. Alla fine tanta musica rock per tutti con il cantante che indossava una maschera da coniglio e vari intermezzi spassosi.

La manifestazione di ieri non era sponsorizzata da nessun partito politico anche se molti uomini politici hanno detto di seguire con attenzione le richieste dei manifestanti e che al più presto la Knesset avrebbe discusso su come risolvere i problemi sollevati dai manifestanti.

Sarah F.

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