Terribile massacro di cristiani in Nigeria. Le testimonianze dei sopravvissuti

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nigeria-borno-state«Massacrano i cristiani solo per il gusto di uccidere. Sono bestie, bestie islamiche che uccidono nel nome del loro Dio». Queste le parole durissime di un sopravvissuto al massacro del villaggio di Izge, nello Stato di Borno, avvenuto sabato sera e nel quale sono state massacrate a sangue freddo più di 100 persone (ma il numero è sicuramente maggiore dato che figurano oltre 80 dispersi.

«I terroristi islamici di Boko Haram sono arrivati nel villaggio di Izge sabato sera, lo hanno circondato e poi hanno iniziato a sparare su tutto, sono entrati nelle case, hanno ucciso uomini, vecchi e bambini, hanno violentato le donne poi hanno ucciso pure loro con un colpo alla testa o a colpi di macete per non sciupare proiettili». Questa la terribile testimonianza di un altro sopravvissuto al massacro di Izge  che è riuscito a nascondersi nel bush.

Secondo testimonianze concordi di molti sopravvissuti i terroristi islamici di Boko Haram erano vestiti con tute mimetiche, dotati di armi modernissime, pesanti e leggere, di lanciarazzi RPG ed erano motorizzati con jeep tecniche (fuoristrada attrezzati) dotate di armamento pesante. Non è stato quindi un massacro frutto di una scorribanda, come spesso avviene, ma è stato un massacro pianificato con certosina meticolosità e con una tecnica militare che ha ridotto al minimo il numero dei sopravvissuti.

«Urlavano Allah è grande e in molti casi le vittime venivano fatte inginocchiare e costrette a urlare che Allah era grande prima di essere uccise. Chi si rifiutava veniva pestato ferocemente e poi finito a colpi di macete. A molte donne stuprate e poi uccise è stata incisa con un coltello una croce sul ventre». A dirlo ai giornalisti è John, un ragazzo che è rimasto nascosto fino all’alba e che ha assistito impotente al massacro durato tutta la notte.

Tra i sopravvissuti giunti nella vicina città di Maiduguri c’è una donna con i suoi due bambini riuscita a mettersi in salvo grazie al sacrificio del marito. Ha camminato per ore con il terrore di essere scoperta. La donna racconta infatti che alcuni dei terroristi islamici erano rimasti fuori del villaggio per intercettare e uccidere chi riusciva a scappare. Lei si è salvata solo perché i terroristi islamici hanno visto un’altra donna prima di lei. «Ho sentito le sue urla per molto tempo» dice ancora sconvolta ai giornalisti. «Ma perché ci lasciano soli nelle mani di queste bestie?» Si domanda la donna. «Perché il mondo non fa niente per aiutare la Nigeria contro questi assassini che ci massacrano solo perché siamo cristiani? Abbiamo meno diritti degli animali. In America e in Europa hanno più attenzione per cani e gatti che per noi cristiani che veniamo sterminati dai musulmani». Questa è la durissima denuncia della donna.

In effetti viene da chiedersi come sia possibile che il mondo cosiddetto civile continui a tacere su quanto sta avvenendo in Nigeria, sui massacri di cristiani uccisi dai musulmani solo perché credono in un Dio che non è Allah. Da queste parti iniziano ad augurarsi che lo sterminio di cristiani arrivi presto anche in Europa e negli USA, solo così forse si risveglieranno le coscienze.

Cristina Monceri con la collaborazione di Leo Baker

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