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Terrorismo islamico e profughi: parliamone

Se è vero che non dobbiamo farci intimidire dal terrorismo islamico e non dobbiamo cambiare il nostro stile di vita perché sarebbe come darla vinta ai terroristi, è altrettanto vero che proprio in un momento come questo è necessario essere sinceri e non nasconderci dietro a un dito. In Europa abbiamo un tallone di Achille non da poco che si chiama “profughi” per mezzo del quale il terrorismo islamico può facilmente riuscire a infiltrare terroristi o a far rientrare i cosiddetti “foreign fighters”.

Questa cosa non si dice mai perché non appena si apre bocca su questo problema si viene subito tacciati di razzismo, ma uno degli incubi peggiori per chi si occupa di intelligence e di prevenzione degli attacchi terroristici è proprio l’enorme afflusso di profughi dalla Siria e da altri teatri di guerra. Lo spiegano bene Steven Simon e Daniel Benjamin, due ex funzionari della sicurezza nazionale USA, i quali nel valutare i rischi che un attacco come quello di Parigi colpisca gli Stati Uniti pongono l’accento sulle differenze tra Europa e Stati Uniti e in particolare sulle difficoltà per le intelligenge europee di monitorare con attenzione gli ingressi sospetti o il rientro in Europa dei foreign fighters proprio a causa dell’enorme afflusso di profughi mentre invece negli USA gli ingressi sono strettamente monitorati. Se a questo aggiungiamo gli accordi di Schengen per la libera circolazione che permettono ai cittadini europei di circolare da uno Stato all’altro senza alcun controllo, la frittata è fatta.

Attenzione, non sto dicendo che si dovrebbe rinunciare a Schengen o bloccare l’ingresso dei profughi, sto solo evidenziando quali sono i principali punti deboli europei che il terrorismo islamico può sfruttare per colpirci. Anzi, ad essere sinceri non ho neppure una soluzione al problema, non spetta e me trovarla, ma evitare di parlarne, evitare di parlare dei rischi che l’incontrollato afflusso di profughi o migranti comporta per l’Europa non solo è stupito, è dannoso.

Solo nello scorso mese sono entrati in Europa 218.000 profughi/migranti, impossibile non pensare che tra loro non ci siano potenziali terroristi o foreign fighters di rientro dalla Siria o dall’Iraq. Sarebbe veramente stupido non ammettere il problema, come è stupido tacciare di razzismo chi questo problema lo evidenzia senza estremismi o proponendo cure radicali. Il problema va posto e affrontato ma soprattutto va gradualmente risolto con fatti concreti. Non possiamo tenerci questo tallone d’Achille ancora per lungo tempo facendo finta che il problema non ci sia.

Scritto da Carlotta Visentin

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  • Gastone Nov 18, 2015, 11:20

    C’e’ chi dice che il problema non sono i profughi che i potenziali terroristi non vengono da fuori ma ce li abbiamo gia’ in casa e quindi anche chiudere le frontiere non serve a niente. Forse hanno ragione…Tutti o quasi, i terroristi, sono o erano(amen) Cittadini Europei di seconda o terza generazione, figli di immigrati o di profughi. Il problema quindi non nasce con le famiglie di immigrati o di profughi appena entrati o accolti e nemmeno forse, con i figli di prima generazione ma nasce… Quando nascono i figli di seconda e terza generazione. Speriamo quindi che le quarte, le quinte(che il Signore le benedica), le seste(sarebbe chiedere troppo) ecc.ecc. Generazioni e cosi’ via nascendo…Siano piu’ tranquille. Detto in poche parole…Il problema non sono i profughi o gli immigrati ma i Loro Figli ma me potrei anche sbaglia’, in tal caso come non detto. Il Futuro non e’ scritto…Ma la brutta copia e’ a buon punto.-