Terrorismo nucleare: AIEA lancia allarme per bombe sporche

La AIEA, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha lanciato ieri un warning molto serio in merito al pericolo che i terroristi islamici stiano cercando di avere accesso a materiale nucleare e che abbiano le capacità per costruire ordigni che impieghino materiale fissile o materiale nucleare esausto da utilizzare in bombe sporche.

A lanciare l’allarme è stato il Direttore della AIEA, Yukiya Amano, in una intervista alla AFP nella quale il capo della Agenzia dell’Onu che monitora le attività nucleari ha ammonito che «il terrorismo si sta diffondendo sempre di più e la possibilità che usi materiale nucleare non può essere esclusa» . Yukiya Amano ha poi invitato i Paesi che non riconoscono ancora i rischi del terrorismo nucleare ad alzare il livello di guardia e a monitorare con maggiore attenzione la grande quantità di materiale nucleare in circolazione.

L’allarme del capo della AIEA è arrivato a margine di un vertice di oltre 50 nazioni che si tiene a Washington dal 1° marzo al 31 aprile e che intende coordinare il monitoraggio di oltre 1.000 strutture che trattano materiale nucleare. Durante il vertice, tra le altre cose, è emerso un fatto molto allarmante e cioè che i terroristi legati allo Stato Islamico tenevano sotto controllo uno dei maggiori esperti nucleari del mondo, un funzionario belga di altissimo livello. Un video di 10 ore che mostra le riprese dei movimenti del funzionario belga è stato trovato all’interno del covo di Mohamed Bakkali, il terrorista islamico legato agli attentati di Parigi arrestato dalla polizia belga.

Il rischio delle bombe sporche

Quello che preoccupa maggiormente il Direttore della AIEA non è tanto che i terroristi islamici mettano le mani su una arma nucleare vera e propria, una possibilità oggettivamente estremamente remota, quanto piuttosto che possano costruire una o più bombe sporche da utilizzare in attentati in occidente. Sebbene il materiale nucleare in circolazione sia fondamentalmente sotto controllo esiste una gran quantità di materiale fissile ancora non pienamente monitorato. Secondo il IPFM (International Panel on Fissile Materials) al momento esiste abbastanza materiale nucleare altamente arricchito non pienamente monitorato sufficiente a costruire decine di bombe nucleari. Questo materiale potrebbe finire nelle mani dei terroristi islamici ed essere usato in bombe sporche, un rischio molto elevato secondo Yukiya Amano. Sempre secondo il Direttore della AIEA serve anche un maggior controllo sul materiale nucleare esausto usato in strutture civili e in particolare sul suo stoccaggio e distruzione/riciclaggio che in molti Paesi non viene fatto in sufficiente sicurezza e che potrebbe finire nel mercato nero. Quel tipo di materiale, sebbene molto meno pericoloso di quello altamente arricchito, potrebbe però essere usato per bombe sporche di potenza inferiore rispetto a quelle costruite con materiale altamente arricchito, ma in grado di provocare comunque enormi danni e, soprattutto, di scatenare il panico tra le popolazioni civili con un effetto psicologico devastante. Yukiya Amano sostiene che ancora non c’è piena coscienza di questo pericolo reale. «Con una quantità di materiale fissile grande quanto un pompelmo si può costruire una bomba nucleare» ha detto Amano aggiungendo che «non è affatto impossibile che i terroristi possano mettere le mani su questo tipo di materiale e costruire un ordigno “primitivo” ma pur sempre distruttivo». Il riferimento del capo della AIEA è chiaramente diretto alla costruzione di una bomba sporca o di un ordigno rudimentale basato su vecchie tecnologie che utilizzano esplosivo convenzionale come innesco ma hanno il nucleo formato da materiale fissile.

Ma come limitare questo rischio? Secondo il capo della AIEA l’unica soluzione, o comunque la più urgente, è che tutte le nazioni aderiscano con immediatezza alla Convenzione sulla Protezione Fisica dei Materiali Nucleari (CPPNM), convenzione che al momento vede l’adesione di soli otto Paesi (ultimo ad aderire il Pakistan). Il CPPNM vincola i Paesi aderenti a uno stretto controllo sul materiale fissile, sul suo trasporto e stoccaggio permettendo un attento monitoraggio. «L’adesione al CPPNM è una priorità assoluta» ha concluso Yukiya Amano.

Scritto da Paola P.

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