Terzi: la sicurezza di Israele è la nostra sicurezza. Il Problema Hezbollah

E Terzi tornò in Israele. Dopo essere stato ambasciatore italiano nello Stato Ebraico vi è tornato in qualità di Ministro degli Esteri e non sono mancate le sorprese. Considerato da diversi media israeliani “un ottimo amico di Israele” ha sorpreso per la schiettezza di alcune sue dichiarazioni.

La sicurezza di Israele e il suo diritto alla vita sono parte inscindibile della sicurezza dell’Italia e dei suoi valori esistenziali” ha detto Terzi in una intervista a Yediot Ahronot, aggiungendo che “non possiamo immaginare un’offensiva o, peggio ancora, un appello alla distruzione di Israele senza temere per la nostra stessa sicurezza. Quando trattiamo e discutiamo il programma nucleare militare iraniano lo facciamo sapendo che si tratta di un argomento delicato anche per la nostra sicurezza”.

E’ la prima volta che un diplomatico europeo ammette così apertamente che il programma nucleare iraniano è un pericolo per tutti e non solo per Israele. Sebbene Terzi abbia insistito con Netanyahu e con il Presidente Peres sulla necessità di attendere ancora prima di portare un attacco alle centrali nucleari iraniane, non ha nascosto che la necessità di stabilire con precisione una linea rossa oltre la quale l’Iran non deve andare è la precondizione necessaria per chiedere a Israele di non esercitare il suo sacrosanto diritto alla difesa. Non solo sanzioni quindi ma una chiara linea oltre la quale l’Iran dovrà essere fermato. In sostanza Terzi ha dato l’impressione di comprendere perfettamente le ragioni israeliane pur rimanendo prudente su un intervento armato. Terzi ha ammesso che “un intervento militare è possibile specie se l’Iran continua nella sua corsa al nucleare con questa intensità e con queste accelerazioni”. Anche se non lo ha detto chiaramente ha fatto intendere che spetta alla comunità internazionale fare il possibile affinché Israele non sia costretto a intervenire militarmente. Finalmente qualcuno che vede qual è il vero problema. Ora sarebbe il caso di far capire queste cose anche a gente come Catherine Ashton e a Barack Obama.

Nell’incontro con Netanyahu, il Ministro degli Esteri italiano si è visto mettere sul tavolo anche la “questione Hezbollah”. Il premier israeliano ha ribadito la sua richiesta affinché l’Unione Europea inserisca il gruppo terrorista libanese nella lista nera dei gruppi terroristi, una richiesta più che legittima visti gli ultimi attentati perpetrati o tentati da Hezbollah contro inermi civili israeliani. Nonostante questo l’Unione Europea, specie grazie alla assurda posizione della Ashton, non ha mai accettato di inserire Hezbollah nella lista nera affermando che “trattasi di organizzazione politica che si trova attualmente al Governo in Libano”, scindendo quindi il lato politico dal braccio armato. Una cosa inconcepibile se si pensa che proprio grazie al suo braccio armato (alle minacce e alla eliminazione degli avversari politici) Hezbollah si trova oggi al Governo in Libano.

Inevitabile parlare anche del conflitto israelo-palestinese. Secondo Terzi “alla luce degli sviluppi regionali, è necessaria una rinnovata dinamica per la soluzione del conflitto”. Nel dire questo Terzi è stato categorico sulla eventuale richiesta palestinese all’Onu per l’auto-proclamazione di uno Stato Palestinese affermando che “l’Italia spera che l’Assemblea dell’Onu non sia chiamata a votare un’eventuale richiesta palestinese di fondare uno Stato in maniera unilaterale”, tagliando così ogni speranza araba di avere il supporto italiano a questa richiesta.

Oggi Terzi sarà a Ramallah dove incontrerà il Primo Ministro arabo Salam Fayyad e il Ministro degli Esteri Riad Maliki. Domani sarà al Cairo dove, accompagnato dai colleghi greco, maltese e cipriota per una visita a 4, discuterà del futuro dell’Egitto e delle sue relazioni con l’ Europa e con il Mediterraneo.

© 2012, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata

Recommended articles