Tra Israele ed Hezbollah la guerra è inevitabile, ma a Gerusalemme sottovalutano il rischio

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Ieri il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, è tornato a tuonare contro Israele avvertendo che il gruppo terrorista libanese «dispone di ogni tipo di arma» e che può «colpire duramente Israele in tutto il suo territorio e in qualsiasi momento». Voci sempre più insistenti parlano di tunnel come quelli di Hamas che partono dal Libano anche se il Ministro della Difesa Moshe Yaalon ha negato che ci siano prove di questa minaccia. Esperti militari dicono che la guerra tra Israele ed Hezbollah è praticamente inevitabile, è solo una questione di tempo.

Ci sono poche cose certe nelle vicende che riguardano Hezbollah. La prima è che il gruppo terrorista libanese dispone di un arsenale almeno 10 volte maggiore di quello che aveva Hamas prima della guerra di luglio. L’altra cosa certa è che Hezbollah ha libero accesso alle armi dell’esercito libanese, armi gentilmente fornite dalla Francia. Dispone di missili iraniani a medio e lungo raggio, di droni (sempre iraniani), di missili antinave e antiaerei, più tutta una serie di proiettili da artiglieria tra cui lanciatori multipli di tipo katiuscia. L’unico dubbio, grazie ai raid aerei che si suppone abbia effettuato Israele, riguarda le armi di distruzione di massa (gas nervini) e i fantomatici missili S-300. Dispone poi di un esercito numeroso e ben addestrato che ha fatto tesoro delle esperienze in Siria. L’unico neo in questa formidabile macchina bellica è la mancanza di una aviazione e di una marina.

La mancanza di una aviazione non è cosa da poco, specie se dall’altra parte c’è la migliore aeronautica del Medio Oriente (forse del mondo), quella israeliana. Le guerre moderne non si vincono senza aviazione. E non basterebbe certo un massiccio lancio di missili su Israele, anzi, se ciò dovesse avvenire la risposta israeliana sarebbe massiccia e senza badare tanto per il sottile come per esempio si è fatto a Gaza. Il bombardamento aereo sarebbe a tappeto e nessuno potrebbe parlare di risposta sproporzionata.

Ecco perché Hezbollah non ha ancora attaccato Israele, non perché non abbia il coraggio (la follia) o i mezzi per farlo, ma perché un attacco massiccio vedrebbe una risposta massiccia che raderebbe al suolo tutto o quasi in pochi giorni. Ed ecco perché torna il timore, tutt’altro che infondato come afferma Moshe Yaalon, che gli Hezbollah stiano costruendo dei tunnel sotto il nord di Israele. Questo permetterebbe loro di insinuarsi in territorio israeliano e renderebbe inutile l’aviazione. Non solo, anche una massiccia presa di ostaggi potrebbe impedire un massiccio bombardamento dal cielo se questi ostaggi venissero portati in Libano.

Francamente sembra che il Ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, sia sottovalutando il rischio se è vero che non ha adottato particolari misure anti-infiltrazione dal nord perché, a detta sua, non ci sono le prove che Hezbollah stia costruendo i tunnel. E’ chiaro che fino a quando i tunnel non si trovano le prove non ci sono, ma da qui a sottovalutare il rischio ce ne corre. Anche dei tunnel di Hamas non c’erano prove fino a quando non si sono trovati. E sia chiaro, Hezbollah ha capacità militari e ingegneristiche mille volte superiori ad Hamas.

Ho l’impressione che Israele stia sottovalutando il pericolo rappresentato da Hezbollah e che quegli esperti che ogni giorno parlano di “pericolo imminente” vengano colpevolmente ignorati. Spero vivamente di sbagliarmi ma temo che non ci vorrà ancora molto tempo per scoprirlo.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Aaron T.

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