Trattativa Stato Mafia: verità o teorema? La sinistra campagna dei pentiti

Diciamo subito che la sottoscritta non può essere accusata di essere filo-berlusconiana. Dico questo per prevenire  i “pensieri impuri” di coloro che leggeranno le righe successive pensando ad una mia difesa del Cavaliere. Non è così. A me interessa fare un ragionamento logico e quanto più onesto possibile sulla trattativa Stato Mafia, sull’inchiesta che vi gira attorno e sulla campagna stampa data il via da alcuni quotidiani comunisti e grillini.

Prima di tutto mi preme dire un paio di parole sui cosiddetti “pentiti di mafia”. Non ci sono persone che detesti di più. Prima uccidono (persino i bambini sciogliendoli nell’acido), estorcono  commettono ogni tipo di reato, anche i più abbietti, è poi una volta presi “si pentono” e pur di ottenere ogni tipo di beneficio sono disposti a sparare (e sparlare) anche contro il Padre Eterno in persona. Per questo non li ritengo attendibili o quantomeno penso che le loro parole non debbano essere prese per oro colato, specie senza riscontri oggettivi. Invece da un certo tipo di magistrati e di giornalisti di sinistra o grillini (vedi l’organo ufficiale di Beppe Grillo, il Fatto Quotidiano) ogni loro dichiarazione viene presa per oro colato, persino quelle del figlio di Ciancimino che poi si è dimostrato essere un bel malandrino.

Detto questo, personalmente credo poco alla “trattativa Stato Mafia”, cioè non credo che ci sia stata una vera e propria trattativa tra organismi dello Stato e potere mafioso. Posso pensare che ci siano stati “contatti coperti” così come avviene in molti contesti (il terrorismo per esempio), ma una vera e propria trattativa con tanto di “papello” è davvero inverosimile e spiego subito il perché.

Negli anni in cui i pentiti affermano ci sia stata questa fantomatica trattativa lo Stato ha colpito duramente la mafia, anzi, sono stati gli anni in cui ha colpito con più veemenza. Non si può nascondere che il potere politico fosse colluso con quello mafioso, ci sono decine di prove e processi a dimostralo, ma un conto è un singolo personaggio politico, magari potente, un conto è parlare di Stato.

Ma quello che più mi fa pensare a un vero e proprio teorema è l’attribuzione dell’omicidio Borsellino al fatto che il magistrato fosse contrario a detta trattativa dopo averla scoperta. La mafia aveva mille ragioni di uccidere Borsellino, molto più importanti dell’ostacolo ad una eventuale trattativa Stato Mafia. Attribuire quell’omicidio esclusivamente alla sua opposizione alla fantomatica trattativa mi fa subito pensare ad un teorema più che a una cosa reale.

Che poi dietro a tutto questa inchiesta si sia finiti per “supporre” che sia stato Berlusconi (per mezzo di Dell’Utri) a incentivare e addirittura organizzare la trattativa Stato Mafia, mi puzza ancora di più. Berlusconi non è certo limpido e sono sicura che Dell’Utri (così come il boss Mangano, messo a protezione della villa di Arcore con la qualifica di stalliere) siano dei mafiosi (è una opinione del tutto personale e quindi opinabile) e che quindi Berlusconi non potesse essere del tutto estraneo a quel tipo di giro e di fare politica, ma da qui a sostenere che abbia organizzato la trattativa per prendere il potere ce ne corre davvero. A parte che Berlusconi, piaccia o no, è stato votato. Su questo la mafia poteva ben poco. Manca solo che qualche pentito dica che Falcone e Borsellino sono stati uccisi per favorire l’avvento del cavaliere. E lo ripeto, sono tutto fuorché berlusconiana, ma credo che occorra riportare questo Paese a un minimo di realtà altrimenti andiamo avanti sui teoremi impostati dai pentiti.

Un discorso a parte, e chiudo, occorre farlo su un certo tipo di magistratura che troppo spesso si trova a fare indirettamente (ma non credo involontariamente) politica. Anche questo bisogna metterlo a posto in questo Paese. I magistrati devono fare i magistrati e non guardare in faccia nessuno, ma devono farlo con criterio e onestà, senza cioè far uscire intercettazioni o informazioni su indagini che, guarda caso, finiscono sempre su un certo tipo di giornali. Il Diritto parla chiaro, una persona è innocente fino a prova contraria, non colpevole fino a quando non viene provata la sua innocenza. Tra i due sunti c’è un abisso ed è quella differenza che distingue i regimi comunisti od oppressivi dalle democrazie. Certo, se pensiamo che uno come Grillo ha adulato il regime iraniano e che la maggioranza dei personaggi giustizialisti sono di sinistra si capisce perché certi giornali sparano a zero.

Bianca B.

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