Trattative Israele – Hamas: il piano USA per liberare Marwan Barghouti

Secondo un alto funzionario israeliano che ha parlato in condizioni di anonimato con Rights Reporter sarebbero in atto fortissime pressioni da parte americana affinché, nell’ambito delle trattative tra Hamas e Israele per il cessate il fuoco, Israele rilasci il terrorista Marwan Barghouti.

Come procedono i negoziati per un cessate il fuoco definitivo a Gaza?

Al momento la delegazione israeliana non è più al Cairo anche se probabilmente domenica (oggi n.d.r.) vi farà ritorno. Ma sarà un viaggio inutile se Hamas non rivedrà di molto le sue richieste. Israele è posizionato sul piano egiziano proposto dal Presidente Al-Sisi e presentato ad Hamas dal capo della intelligence egiziana, il Gen. Mohamed Ahmed Fareed Al-Tuhami.

Cosa prevede esattamente il piano egiziano?

Riassumendo brevemente il piano prevede che la ANP prenda il controllo del cosiddetto “Philadelphi Route” in modo da impedire la costruzione di tunnel di contrabbando tra Gaza ed Egitto. Questo permetterebbe l’apertura del valico di Rafah. Allo stesso tempo Israele aprirebbe i propri valichi con Gaza permettendo il passaggio di merci e aiuti umanitari. Israele è d’accordo anche ad allargare lo spazio di pesca a 18 miglia e a consentire un passaggio controllato di merci e persone tra la Cisgiordania e Gaza attraverso il valico di Erez. Non siamo d’accordo sulla costruzione di un porto e di un aeroporto. In ogni caso il piano egiziano parte dal presupposto che sia la ANP a controllare Gaza e che i terroristi depongano le armi.

E sulla questione della liberazione dei prigionieri?

Non c’è stata da parte israeliana una chiusura totale. Se serve a dare forza alla ANP una liberazione dei prigionieri così come prevista prima della rottura dei colloqui con la ANP si potrebbe valutare. Per aiutare Abu Mazen ad acquisire forza politica a Gaza, Israele si è anche detto disposto a consentire la consegna del denaro proveniente dal Qatar necessario al pagamento degli stipendi arretrati di 43.000 funzionari governativi della Striscia di Gaza. Ma ripeto, tutto si basa sulla smilitarizzazione della Striscia di Gaza.

Tra i prigionieri che potrebbero essere liberati nel caso di un accordo c’è anche Marwan Barghouti?

Ci sono fortissime pressioni americane affinché ciò avvenga. Pochi giorni fa il Presidente Obama ha criticato le leadership israeliana e palestinese sostenendo che non sarebbero affidabili e che un cambio dei vertici sarebbe ben visto dalla Casa Bianca. Su Netanyahu si conosce l’ostilità di Obama, ma l’attacco indiretto ad Abu Mazen è stata inizialmente una sorpresa, poi abbiamo capito a cosa mirava il Presidente Obama.

A cosa?

Alla liberazione di Marwan Barghouti che secondo gli inviati della Casa Bianca sarebbe l’unico uomo in grado di calmierare le divisioni tra le fazioni palestinesi e di ottenere un largo consenso popolare, consenso che attualmente non hanno né Hamas né la ANP.

E Israele su questo è d’accordo?

Assolutamente no. Marwan Barghouti è un terrorista che è stato condannato a 5 ergastoli per diversi omicidi e per aver organizzato attentati in Israele. E’ escluso che venga liberato. Per Israele l’unica autorità riconosciuta è quella di Abu Mazen, che non sarà il massimo ma è la migliore opzione attuale.

E’ a questo che si riferiva Obama quando diceva che “occorre prendere decisioni difficili da ambo le parti”?

Probabilmente si. Propaganda interna a parte, la liberazione di Marwan Barghouti sarebbe la fine politica di Abu Mazen e a prescindere da quello che il Presidente della ANP dice in pubblico, lui è il primo a opporsi a una tale eventualità. Per Israele poi sarebbe qualcosa in più del “prendere una decisione difficile”.

Concludendo, come finirà con le trattative al Cairo?

Hamas è un cane ferito, sta perdendo sempre più l’appoggio della popolazione di Gaza la quale si rende conto che la sua attuale situazione è figlia della scellerata politica di Hamas. Ha perso l’appoggio di buona parte del mondo arabo. Per loro ottenere tutte le condizioni poste per un cessate il fuoco è una questione di vita o di morte. O le ottengono oppure proseguiranno con la guerra. Israele è disposto a fare molte concessioni a condizione però che sia la ANP a prendere possesso della Striscia di Gaza e che i terroristi vengano disarmati e resi innocui.

E con Obama coma la mettiamo?

La politica americana in Medio Oriente ha già creato troppi danni. Cerchiamo di non fargliene fare altri di più gravi.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Redazione Israele

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