Trump confuso su Hezbollah. Rischia di armare i terroristi libanesi

Qualcosa non torna nei rapporti tra Stati Uniti ed Hezbollah se è vero, come ha dichiarato il leader del gruppo terrorista libanese, Hassan Nasrallah, che gli Hezbollah stanno combattendo fianco a fianco dell’esercito libanese nella zona di Arsal, al confine tra Libano e Siria.

Perché la cosa non torna dato che i terroristi libanesi sono parte integrante del Governo libanese? Perché se da un lato gli Stati Uniti continuano a considerare (giustamente) gli Hezbollah un gruppo terrorista, dall’altro finanziano considerevolmente la difesa libanese, cioè armano e finanziano l’esercito di Beirut. Ma se è vero che l’esercito libanese combatte fianco a fianco degli Hezbollah non ci sarebbero più le condizione affinché tale supporto continui. Invece solo pochi giorni fa in occasione della visita negli Stati Uniti del Premier libanese, Saad al-Hariri, il Pentagono non solo ha ribadito il supporto alle forze di difesa libanesi (LAF) ma ha addirittura annunciato un potenziamento della collaborazione con il LAF. Evidentemente al Pentagono si sono persi il discorso di Nasrallah dove il leader terrorista annunciava trionfale la collaborazione tra il LAF ed Hezbollah e decretava la loro vittoria nella battaglia di Arsal contro Al Nusra.

Ora, solo lo scorso giungo gli Stati Uniti annunciavano nuove sanzioni contro Hezbollah e pochi giorni dopo si veniva a sapere dell’arresto negli USA di due terroristi appartenenti al gruppo terrorista legato a Teheran i quali stavano pianificando attentati contro alcune sedi diplomatiche di Stati Uniti e Israele, ma allo stesso tempo confermavano l’assistenza militare e finanziaria all’esercito libanese a condizione però che non collaborasse con Hezbollah, una conferma condizionata ribadita proprio durante la recente visita di Hariri a Washington.

Ieri la questione della collaborazione tra Hezbollah ed esercito libanese, armato e finanziato dagli USA, è esplosa sui media americani e un giornalista del Daily Beast ha chiesto al capo del Pentagono, Eric Pahon, come fosse possibile finanziare, addestrare ed assistere l’esercito libanese se lo stesso LAF collabora fattivamente con Hezbollah. Ebbene, la riposta di Pahon è stata quantomeno imbarazzante: «se venissimo a sapere di relazioni credibili di una collaborazione militare tra le forze armate libanesi e gli Hezbollah sarebbe preoccupante, daremmo il via a indagini immediate e rivaluteremmo il nostro supporto al LAF» ha risposto Eric Pahon.

Ma come, è stato Hassan Nasrallah ad ammettere la collaborazione tra il gruppo terrorista libanese e l’esercito di Beirut, ed è stato lo stesso Governo libanese a confermare le parole del capo terrorista. Di cos’altro ha bisogno il Pentagono? Di quali prove di “relazioni credibili” ha bisogno?

Mi sembra francamente che l’Amministrazione Trump sia un po’ confusa su quello che sta avvenendo in Libano e che con il suo supporto all’esercito libanese stia in effetti supportando indirettamente gli Hezbollah, il che confligge decisamente con il considerare il gruppo sciita legato a Teheran un gruppo terrorista. O sono terroristi e l’esercito libanese non può collaborare con loro se vuole ancora il supporto americano, oppure quel supporto va eliminato perché il rischio che le armi americane in dotazione al LAF finiscano in mano a Hezbollah è molto forte come ha dimostrato la recente parata dei terroristi libanesi.

Intendiamoci, noi ne parlavamo già nel 2015 quando alla Casa Bianca c’era Obama e denunciavamo la preoccupazione di Israele in merito al supporto americano all’esercito libanese. Ma non sembra che con l’Amministrazione Trump le cose siano cambiate, anzi, il supporto americano al LAF aumenterà considerevolmente il che denota come il nuovo Presidente americano in Medio Oriente proceda a tentoni. Sicuramente mal consigliato, Donald Trump dimostra una certa leggerezza verso quello che è uno dei nemici più temibili di Israele e questo potrebbe danneggiare seriamente la difesa israeliana che rischia di ritrovarsi a combattere contro un esercito armato dal suo maggiore alleato. Serve subito un cambio di rotta.

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