Trump: «se non vengo eletto Israele verrà distrutto dall’Iran»

Israele entra di prepotenza nella campagna elettorale americana. A tirare dentro lo Stato Ebraico nella corsa alla Casa Bianca è Donald Trump con una dichiarazione rilasciata durante un comizio in Ohio nelle quale il candidato repubblicano ha puntato il dito sull’accordo sul nucleare iraniano.

Con riferimento al “cattivo affare” fatto da Obama con l’accordo sul nucleare iraniano, Donald Trump ha detto che l’Iran «sta per distruggere Israele a meno che non vengo eletto. Allora Israele starà più che bene».

Trump accusa la rivale, Hillary Clinton, di aver contribuito notevolmente a plasmare l’accordo con l’Iran quando era Segretario di Stato e di voler continuare nella politica estera portata avanti da Obama nei suoi otto anni di amministrazione, una politica che secondo i repubblicani (ma non solo) è stata disastrosa.

Supporter israeliani di Trump aprono ufficio elettorale in Cisgiordania

Intanto alcuni supporter israeliani di Donald Trump hanno aperto un ufficio in Cisgiordania a supporto della sua campagna elettorale. L’obiettivo è quello di convincere i tanti americani residenti in Israele, circa 300.000, a dare la loro preferenza a Trump attraverso il voto per corrispondenza. L’ufficio è stato aperto lunedì scorso nell’insediamento di Karnei Shomron da un comitato indipendente di cittadini israeliani che supportano Donald Trump e che si auto-finanzia. Secondo Marc Zell, Presidente del movimento autonomo a supporto di Trump, gli israeliani sono troppo distratti sulla campana elettorale americana e devono essere informati sui rischi che correrebbero nel caso venga eletta Hillary Clinton. Un recente sondaggio condotto in Israele ha svelato che il 40% degli israeliani supporta la candidatura di Hillary Clinton mentre solo il 31% supporta Trump. Questo per Marc Zell è inspiegabile e dimostra come i cittadini israeliani siano poco interessati alle elezioni americane nonostante «siano determinanti per la sopravvivenza di Israele».

Redazione

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