Tunisia: qualche timido passo avanti verso la vera democrazia

By , in Africa on . Tagged width: ,

tunisia-burqa-03

Gli islamisti di al-Nahda sono in seria difficoltà in Tunisia. Le pressioni del General Union of Tunisian Workers (UGTT) stanno avendo gli effetti desiderati dall’opposizione e gli islamisti al potere stanno lentamente cedendo alle diffuse proteste e ai gruppi che chiedono un nuovo Governo.

Lo scorso 5 ottobre il Governo e l’opposizione si sono accordati per un calendario, una Roadmap, che porti il Paese a scrivere prima una nuova costituzione laica e poi a nuove elezioni. La novità di questi ore è che il Governo che fa capo ad al-Nahda (fratellanza musulmana) potrebbe dimettersi prima e lasciare il passo a un Governo tecnico che faccia rispettare la Roadmap stabilita il 5 ottobre.

La parte più importante della tabella di marcia è la scrittura della nuova costituzione laica che gli islamisti di al-Nahda avrebbero voluto basata sulla Sharia ma che l’opposizione vuole laica. L’Assemblea Costituente Nazione è al lavoro per la scrittura di questa nuova Costituzione ma i problemi non mancano. Gli islamisti non demordono e chiedono l’introduzione di alcuni articoli che si rifanno direttamente alla Sharia, ma sembra che non abbiano più il potere di imporre a tutti gli altri le loro scelte.

Il rischio adesso sono i gruppi integralisti legati a vario titolo ad al-Nahda che potrebbero compiere attentati e come in passato uccidere i rappresentanti della opposizione laica scateanando così la rivolta popolare e compromettendo gli accordi tra gli islamisti e i laici.

Ma a Tunisi sono ottimisti anche se parlano di “piccoli passi avanti” per la democrazia in Tunisia.

La Tunisia, dopo l’Egitto, potrebbe così essere la prossima sconfitta per la Fratellanza Musulmana e per la politica di Obama.

© 2013, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata