Turchia: Erdogan infiamma gli islamisti e porta lo scontro sul piano religioso

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Il Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha convocato per il prossimo fine settimana una grande contro-manifestazione islamista e lo ha fatto non solo con la solita arroganza tipica di un dittatore, ma raccontando menzogne tali da infiammare i fragili caratteri islamici.

Parlando da un bus scoperto con al fianco la moglie che indossava il solito velo islamico, Erdogan ha definito nuovamente i manifestanti con la parola turca “capulcu” che significa saccheggiatori e ha detto che i manifestanti insultano le donne che portano il velo islamico ed entrano nelle moschee con bottiglie di birra e con le scarpe. Una vera e propria menzogna sparata solo allo scopo di infiammare la vasta platea islamica che ieri poteva giovarsi anche della folta presenza dei violentissimi ultrà delle squadre di calcio, una sorta di milizia da usare contro i manifestanti sulla fattispecie dei Bashij iraniani e che già in passato si è resa protagonista di atti violenti, non solo in Turchia ma anche all’estero (erano loro a bordo della Navi Marmara che avevano cercato di uccidere i militari israeliani).

Il punto qual è? E’ che Erdogan alza il tiro e sposta la diatriba sul piano religioso ben sapendo che gli animi islamici sono facilmente infiammabili, trascinando così la Turchia sull’orlo di una guerra civile in cui i laici si contrappongono alla islamizzazione delle Turchia.

In questo contesto stupisce il silenzio dei vertici militari. Da sempre infatti l’esercito turco è l’organo deputato a garantire la laicità della Turchia, ma Erdogan ha pensato anche a questo provvedendo negli anni scorsi a incarcerare con false accuse di tradimento e corruzione quei generali che gli erano ostili e mettendo al loro posto uomini di sua assoluta fiducia.

Timida anche la risposta internazionale alla escalation violenta e islamista di Erdogan. Gli Stati Uniti si sono limitati a qualche timida protesta senza però insistere più di tanto, mentre l’Europa ha fatto parlare Catherine Ashton, filo islamica e notoriamente vicina alle posizioni di gente come Hamas. Come si può pretendere che la Ashton sia credibile quando chiede a Erdogan di interrompere le violenze della polizia? Se poi la stessa Ashton, tanto per non smentirsi, mette sullo stesso piano i manifestanti pacifici e le repressioni della polizia, il gioco è fatto.

Fatto sta che l’evoluzione di Erdogan è davvero preoccupante. Si sta giocando il tutto per tutto portando il confronto sul lato religioso, andando contro anche al Presidente della Repubblica, Abdullah Gül, che aveva condannato la repressione della polizia e contro il vice-premier che aveva aperto un dialogo con i manifestanti. E per farlo non esita a usare clamorosamente la menzogna. E’ la fine di ogni seppur minima speranza di vedere finalmente una Turchia laica e democratica.

Sharon Levi

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