Turchia, Erdogan e la vergogna della NATO

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Erdogan potrà bombardare impunemente le postazioni dei Pashmerga curdi mentre, saltuariamente, bombarda anche qualche insignificante obbiettivo dello Stato Islamico. Sostanzialmente è questo che è emerso dalla riunione straordinaria della NATO che si è svolta ieri a Bruxelles. Una cosa vergognosa per un organismo che si prefigge di difendere la democrazia.

La strategia di Erdogan

La NATO con il suo appoggio a Erdogan ha sostanzialmente approvato la strategia del califfo turco non certo volta a colpire lo Stato Islamico, con il quale fino a pochi giorni collaborava e faceva affari, quanto piuttosto a colpire le milizie Pershmerga (che combattono lo Stato Islamico) e, soprattutto, a mettere fuorilegge il partito curdo in Turchia (HDP) che con il suo recente consenso alle elezioni turche ha impedito a Erdogan di avere la maggioranza assoluta in Parlamento, maggioranza che gli avrebbe consentito di trasformare la Turchia in una repubblica presidenziale attribuendo proprio ad Erdogan poteri illimitati.

«La NATO condanna gli attacchi terroristici dello Stato Islamico e del PKK in Turchia e appoggia i raid aerei in Siria e in Iraq quale “diritto turco alla difesa”». Così si è espressa l’Alleanza Atlantica che ha anche dichiarato il proprio sostegno ad Erdogan in merito alla “lotta interna al terrorismo” il che, in parole povere, è una approvazione alla volontà del califfo di Ankara di mettere fuorilegge il partito filo-curdo HDP che tanti problemi sta creando ad Erdogan sulla strada del califfato ottomano. Secondo Erdogan il Parlamento turco deve togliere l’immunità ai parlamentari del HDP i quali «devono pagare il prezzo per il loro collegamento con i gruppi terroristici curdi».

Due pesi e due misure

Provate ora a immaginare cosa succederebbe se a fare una cosa del genere fosse Israele e se improvvisamente Netanyahu decidesse di mettere fuorilegge i parlamentari arabi della Knesset (che il sostegno al terrorismo lo danno davvero). Si scatenerebbe il finimondo, altro che appoggio. Nel caso della Turchia invece non solo la NATO approva, ma anche i Paesi europei lo fanno con il loro tacito assenso. E’ una vera vergogna, l’ultima di una lunghissima serie.

Curdi venduti sull’altare del califfato ottomano

Non è bastato ai Peshmerga curdi l’aver combattuto sul terreno lo Stato Islamico riportando diverse importantissime vittorie. Quando Erdogan si è accorto che nonostante il suo boicottaggio (e quello di Obama) volto a impedire che armi pesanti giungessero ai curdi, ii Peshmerga stavano comunque sconfiggendo lo Stato Islamico, gli è bastato organizzare qualche insignificante raid aereo contro l’ISIS per avere il sostegno della NATO anche contro i curdi, il vero obbiettivo di Erdogan. Così i curdi sono stati per l’ennesima volta sacrificati dall’occidente nonostante la loro eroica resistenza, sono stati venduti sull’altare del califfato ottomano da quello stesso occidente rimasto vergognosamente in silenzio di fronte all’appoggio turco allo Stato Islamico. Forse la parola “vergogna” è persino riduttivo anche perché appare chiaro a chiunque segua le vicende in Medio Oriente che i cosiddetti “attacchi turchi contro lo Stato Islamico” sono solo una scusa per regolare i conti con il Kurdistan e, a livello interno, con il partito filo-curdo del HDP. Questa è vera e proprio complicità con i crimini di Erdogan, una forma di sottomissione al califfo di Ankara che l’occidente pagherà molto caro.

Scritto da Adrian Niscemi

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