Turchia incubo islamico per l’Europa: da probabile democrazia e certa dittatura islamica

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La Turchia, a detta dei burocrati europei e di quattro analisti da salotto che probabilmente non hanno mai lasciato la scrivania, dovrebbe essere una democrazia e, soprattutto, dovrebbe entrare a far parte dell’Unione Europea.

Questi burocrati europei e speudo-esperti di politica internazionale vorrebbero farci credere che la Turchia può entrare in Europa perché rispetta tutti i canoni compresi nei trattai europei tra i quali la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Peccato che non solo non sia così ma che la Turchia sia quanto di più lontano ci possa essere da una democrazia. Quelli meno spudorati tra burocrati e speudo-esperti sostengono che anche se in Turchia non è proprio tutto così chiaro e democratico un suo eventuale ingresso in Europa potrebbe mettere tutto a posto e che, anzi, se veramente si vuole salvare la Turchia da una “deriva autoritaria” bisogna farla entrare in Europa.

Peccato che tutto questo si scontri con la realtà turca. La “deriva autoritaria” è iniziata nel momento esatto in cui ha preso il potere Recep Tayyip Erdogan e non si è mai fermata. Prima ha decapitato i vertici militari che, secondo la Costituzione turca, dovevano essere i garanti della laicità, poi ha dato addosso alla Magistratura, secondo organo di garanzia dello Stato. Ma se con i militari c’è riuscito inventandosi un complotto contro di lui, con la magistratura gli è inizialmente andata male. Dico inizialmente perché proprio in questi giorni è tornato a mettere sotto accusa magistratura e polizia decidendo la rimozione di decine di magistrati e centinaia di poliziotti. La loro colpa? Aver scoperto il più grosso giro di corruzione che la Turchia ricordi, un giro che coinvolge ministri e le loro famiglie e che arriva a toccare direttamente Erdogan e suo figlio. Basta questo? Nemmeno per idea. Siccome i media turchi hanno denunciato questa prepotenza il califfo Erdogan ha ordinato l’arresto di centinaia di giornalisti.

Se ne parla di questo in Europa? Naturalmente no. Nessuno fiata perché poi ci sarebbe da giustificare come mai si voglia far entrare la Turchia in Europa come se fosse una grande democrazia laica quando invece altro non è che un regime islamico conclamato.

Ed è questo il punto. Proprio qualche giorno fa si parlava di quanto islamico fosse il futuro dell’Europa e lo si faceva attraverso dati di previsione giudicati allarmanti. Ora pensate a quei dati e aggiungetevi tutti insieme 74 milioni di islamici turchi. Poi pensate al fatto che la Turchia entrando in Europa aderirà al trattato di libera circolazione e a quanti musulmani non turchi permetterà di girare liberamente per il vecchio continente. Pensate alle pretese che avranno 74 milioni di islamici turchi (più tutti gli altri) sulle nostre culture, sui crocefissi nelle scuole, sulle radici cristiane ed ebraiche dell’Europa, persino sulle nostre festività. Pensate che uno come Erdogan (o chi per lui) non imporrà anche a noi la sua visione di grande califfato?

E adesso che vi siete fatti questa riflessione, pensate ancora che dovremmo permettere a pochi burocrati europei e a quattro pseudo-esperti di decidere per noi se far entrare o meno la Turchia in Europa?

Carlotta Visentin

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