Turchia: la firma di Hezbollah sulle autobombe

By , in Middle East on . Tagged width: , , ,

turchia-Reyhanli-autobombe

La Turchia ha le prove che gruppi terroristici vicini al regime siriano di Bashar Al-Assad sono dietro all’attentato che ieri ha colpito la città turca di Reyhanli. A dirlo all’agenzia di stampa governativa, Anadolu, è il Ministro dell’Interno turco, Muammer Guler.

Nell’attentato, compiuto ieri con due autobombe, sono morte 43 persone. Oltre 100 i feriti di cui almeno 56 in gravi condizioni.

Il Ministro dell’Interno turco, parlando in una conferenza stampa, ha confermato che l’intelligence turca ha le prove del coinvolgimento di “gruppi terroristici filo-Assad” nell’attentato che ieri a colpito la città di Reyhanli, una descrizione che calza a pennello al gruppo terroristico sciita libanese degli Hezbollah. Anche il metodo (la doppia autobomba) fa pensare alla tecnica usata dagli Hezbollah libanesi. Tuttavia Muammer Guler non ha mai fatto esplicitamente il nome del gruppo terrorista libanese anche se l’identikit è chiarissimo.

Più chiaro è stato invece il Ministro dell’Economia turco, Zafer Caglayan, il quale ha puntato senza indugio il dito contro Assad ed Hezbollah,affermando che l’attentato aveva lo scopo di destabilizzare il processo di pacificazione in atto in Turchia tra il Governo e le forze ribelli curde.

Molto duro il Premier turco, Recep Tayyip Erdogan, il quale senza mai fare il nome di Assad o di Hezbollah ha detto che “la Turchia reagirà a questo vile attacco”.

Nelle ultime ore il dispositivo militare turco lungo il confine con la Siria è stato notevolmente rinforzato con l’arrivo di migliaia di militari, aerei e batterie di missili. Tuttavia gli analisti escludono un imminente intervento turco in Siria, almeno fino a quando Erdogan non avrà incontrato il Presidente americano, Barack Obama, incontro previsto per giovedì prossimo a Washington.

Sarah F.

© 2013, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata