Turchia: l’Europa della vergogna premia Erdogan per le violenze

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I burocrati europei, quelli che ormai contraddicono se stessi e che violentano quotidianamente la Convenzione Europea per i Diritti Umani a favore dell’interesse economico, hanno colpito ancora. Ieri hanno dato il via all’immediata apertura all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea e questo nonostante le violenze avvenute recentemente in Turchia e la continua violazione dei Diritti Umani perpetrata da Erdogan e dai suoi sgherri.

I Ministri degli Affari Esteri dei 27 Paesi dell’Unione Europea riunitesi ieri in Lussemburgo sotto la supervisione della ormai inqualificabile Catherine Ashton, hanno deciso di sorvolare allegramente sulle inaudite violenze da regime teocratico perpetrate contro pacifici manifestanti in Turchia e di dare il via alla ripresa dei negoziati per l’adesione di Ankara alla UE. Un messaggio scritto in chiaro a Erdogan che sostanzialmente gli dice: fai pure quello che vuoi, usa tutta la violenza che vuoi, trasforma pure la Turchia nell’ennesimo regime islamico, noi non ce ne cureremo.

Comprensibile la soddisfazione espressa immediatamente da Erdogan che con questa decisione europea vede una sua vittoria schiacciante su quanti in Europa chiedevano di bloccare immediatamente la procedura di adesione della Turchia alla UE. Ma soprattutto è la vittoria della violenza teocratica sul rispetto dei fondamentali Diritti Umani. Un tradimento dei valori europei dettato da mere ragioni economiche che non può essere tollerato e che deve far aprire una seria riflessione su se valga o meno la pena di rimanere in questo inqualificabile carrozzone guidato da burocrati che nessuno ha mai eletto e che con le loro decisioni influenza, spesso in peggio, la vita di milioni di cittadini europei.

Quello che risulta francamente incomprensibile, a parte la inqualificabile posizione assunta dal Ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, a favore della Turchia, è come si possa tranquillamente chiudere gli occhi di fronte a una palese dimostrazione di violenza contro inermi cittadini, violenza che continua ancora, come si possa chiudere gli occhi di fronte all’avvicinamento e al sostegno della Turchia a noti gruppi terroristici islamici quali sono Hamas e la Jihad Islamica, come si possa sorvolare sulla occupazione militare di Cipro da parte della Turchia, come si possa accettare la  negazione da parte turca del genocidio armeno. E’ come se l’Europa avesse approvato implicitamente queste azioni.

Noi non vogliamo la Turchia in Europa semplicemente perché non intendiamo aprire le porte europee alla violenza islamica rappresentata benissimo da Erdogan. Non vogliamo la Turchia in Europa perché rappresenta quanto di più lontano dai fondamenti che la stessa Europa si è data. E se ciò dovesse avvenire riteniamo che sia il caso che l’Italia esca dall’Unione Europea perché sarebbe insopportabile soggiacere ai diktat economici europei che tanto ci costano e allo stesso tempo rinunciare alla pretesa del Diritto. Sarebbe la beffa dopo l’inganno.

Il messaggio dato ieri dall’Unione Europea è devastante ed è allo stesso tempo orribilmente vergognoso, un messaggio che calpesta senza pietà le giuste pretese democratiche di centinaia di migliaia di ragazzi turchi e che premia la violenza islamica di Erdogan. Da oggi ci sentiremo meno orgogliosi di essere europei e guarderemo alla repressione turca con vergogna consapevoli di aver dato implicitamente a Erdogan il permesso di reprimerla nel sangue.

Bianca B.

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