Tutte le balle di Obama sul nucleare iraniano

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A quasi una settimana dall’accordo raggiunto tra il gruppo dei 5+1 e l’Iran sul programma nucleare iraniano possiamo fare una quadro più preciso e dettagliato su un accordo che accontenta solo le diplomazie occidentali e gli ipocriti ma spaventa chi invece non vorrebbe mai concedere agli Ayatollah lo status di “potenza nucleare”.

E partiamo proprio dallo status di potenza nucleare, una definizione che ai più può apparire retorica ma che invece nel contesto internazionale ha la sua valenza. Secondo una inchiesta di Debka File, solitamente ben informati e vicinissimi al Mossad, Obama e Kerry si sarebbero segretamente accordati con gli Ayatollah per elevare l’Iran allo status di settima potenza nucleare andando molto oltre alle stesse richieste degli iraniani che invece volevano “solo” il rispetto per quello che loro definiscono un “loro Diritto”, cioè implementare un programma nucleare. Con questa decisione Obama e Kerry avrebbero permesso ad Hassan Rohani e al Ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, di zittire i critici in Iran, cioè l’ala dura vicina al Grande Ayatollah Ali Khamenei e ai Guardiani della Rivoluzione. Obama non ha mai parlato di questa ulteriore concessione all’Iran né ha parlato dei problemi interni all’Iran che invece ci sono eccome, specie tra i Pasdaran e il Ministro degli Esteri Javad Zarif. I primi vogliono a tutti i costi una bomba e la vogliono subito, il secondo vuole lo stesso la bomba ma la vuole senza pressioni internazionali e, soprattutto, senza le sanzioni che stavano strangolando l’economia iraniana.

E visto che abbiamo toccato il tema delle sanzioni, gli Stati Uniti avevano segretamente già da tempo tolto alcune sanzioni all’Iran. La pressione internazionale di cui tanto Obama si era vantato era quindi già scemata da un po’. I più critici del Presidente Obama parlano di un “regalo agli Ayatollah” o addirittura di una “salvagente al regime”. Infatti l’Iran era sull’orlo della sollevazione popolare contro gli Ayatollah e se Khamenei ha accettato di buon grado l’elezione di Rohani senza fare i soliti brogli è perché si è reso conto che il Paese stava per esplodere. Ma non bastava, ci voleva anche un allentamento delle sanzioni per far riprendere la microeconomia iraniana. E così ci ha pensato Obama in maniera unilaterale e del tutto segreta.

Ma queste cose il Presidente Obama non le può far sapere agli americani come del resto non può mostrare il vero accordo firmato lo scorso 24 novembre. Così cosa fa? Pubblica sul sito della Casa Bianca un accordo che non è lo stesso che hanno gli iraniani. A Teheran se ne accorgono e fanno il diavolo a quattro pubblicando e ripubblicando il vero accordo. Imbarazzo alla Casa Bianca che con i Senatori corre ai ripari spiegando l’accaduto, ma visto che i media mondiali non fanno alcun cenno a questa “truffa” non fa cambiare il testo dell’accordo apparso sul sito presidenziale lasciando quindi che gli americani si bevano l’ennesima grossa balla di Obama, la più grossa dopo quella della morte dell’ambasciatore americano in Libia, Chris Stevens. I punti controversi sono diversi, dall’arricchimento dell’uranio, che gli iraniani continueranno ad implementare, al numero e alla installazione delle centrifughe per finire al punto più controverso, quello del reattore di Arak che gli iraniani continueranno a costruire sotto la supervisione internazionale (che però prenderà il via tra tre mesi, forse). Insomma, Obama dice di aver raggiunto obbiettivi che in effetti non ha raggiunto, gli iraniano glielo fanno notare e lui, visto che i media tacciono, non fa una piega.

Insomma, Obama ha mentito e mente su tutta la linea. Sostiene di aver fermato la corsa iraniana alla bomba atomica quando invece non è affatto vero, sostiene di aver indebolito il regime degli Ayatollah favorendo il “moderato” Hassan Rohani quando invece ha lanciato un vero salvagente proprio agli Ayatollah. Ma il fatto più grave, a mio modestissimo avviso, è che Obama mente agli americani. Per lo stesso motivo, anche se per una ragione completamente diversa, Bill Clinton dovette subire un vero e proprio linciaggio mediatico e una procedura di impeachment. Ma Obama è il primo Presidente nero (e probabilmente islamico) della storia americana. Chi si azzarda a chiedere l’impeachment di cotanto personaggio?

Adrian Niscemi

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