Un Governo di ricattati e ricattatori

E così il “portavoce di Putin” ce l’ha fatta. Per tre voti ha mantenuto la poltrona e ha scansato (almeno per il momento) il rischio di dover comparire davanti ai giudici del processo Mills. Due piccioni con una fava, anzi, tre “colombe” con una fava, perché a salvare il “portavoce di Putin” sono state anche tre colombe finiane che all’ultimo momento, chissà come mai, hanno deciso di tradire gli impegni presi: Catone, Siliquini e, a sorpresa, Catia Polidori, forse quella che ha fatto più male. Ai tre ex FLI si aggiunge la “trinità” degli autodefinitesi  salvatori della Patria ex API ed ex IDV, Razzi, Calearo e Cesario.

In Parlamento (e non solo) aleggia il sospetto che qualcuno abbia “venduto” il suo voto in cambio di qualcosa. Nei giorni scorsi il leader dell’IDV ha presentato ben due esposti alla Procura di Roma mentre ieri è esploso il caso “Cepu” riguardante il repentino cambio di direzione della Deputata Catia Polidori, passata dalle fila del FLI a quelle della maggioranza in modo eclatante. Secondo quanto detto da diverse fonti e da diversi Deputati, tra i quali in particolare Luca Barbareschi, la Polidori avrebbe subito forti pressioni sul Cepu, la scuola privata che promette di far recuperare gli esami universitari recentemente equiparata dal Governo a università come la Bocconi o la cattolica. La Polidori è cugina del fondare del Cepu e le pressioni sarebbero state proprio in merito alla equiparazione e, con molta probabilità, a un congruo finanziamento statale alla scuola privata fondata dal cugino(quando si dice che sull’università piove sul bagnato….).  E’ chiaro che siamo alle illazioni (per il momento) ma chissà che tra qualche tempo non si possano verificare se veramente il Cepu, oltre ai vantaggi dell’equiparazione, avrà anche altri “bonus”.

Una cosa però mi sembra evidente: questo Governo è sempre più un Governo di ricattati, ricattatori e ricattabili. Il primo a essere ricattabile (e probabilmente ricattato) è senza dubbio il “portavoce di Putin”. Chi non ricorda, infatti, quando Dell’Utri dichiarò che il killer della mafia diventato stalliere di Arcore, Vittorio Mangano, era “un vero eroe” per non aver fatto il nome di Berlusconi in cambio di importanti benefici carcerari? A me quella frase, per di più ripetuta diverse volte e in diverse occasioni, è sembrata tanto un messaggio al “portavoce di Putin” del tipo: occhio che se mi mettono in galera io non faccio l’eroe. E poi c’è l’affare Cosentino: come mai il “portavoce di Putin” lo ha sempre difeso a spada tratta nonostante i diversi mandati d’arresto? La cosa mi puzza parecchio e non mi si parli, per favore, di garantismo. Qui andiamo molto oltre il semplice garantismo.

Ma qualche volta succede che il ricattato (o ricattabile) diventa il ricattatore. Mi chiedo quanti dossier saranno usciti in questi giorni dai cassetti dei mastini del “portavoce di Putin”, quelli stessi dossier che un certo tipo di “stampa” tira fuori sempre in occasioni speciali o che occulta sapientemente all’occorrenza. Quanti saranno stati i Deputati che hanno ricevuto una telefonata in stile Marcegaglia? Quanti “trattamenti Boffo” saranno stati minacciati? Non lo sapremo mai, ma il sospetto che sia avvenuto proprio questo è veramente molto forte. Sono i precedenti a farcelo pensare. Ma sono anche i repentini cambi di direzione di certi Deputati che fino al giorno prima avevano attaccato pesantemente il “portavoce di Putin” e il giorno dopo gli hanno dato la fiducia,  a farcelo pensare.  A meno che non si voglia prendere per buona l’idea che qualcuno abbia cambiato radicalmente linea di condotta a causa di una promessa sull’agopuntura.

A questo punto l’unica cosa da chiederci è quanto potrà rimanere in piedi un Governo che si basa su tre voti di scarto e si tiene in piedi sui ricatti e sui favori. Il “portavoce di Putin” sempre più simile a Chavez che al Premier di un Paese democratico, pensa di poterlo fare a lungo anche grazie a un “allargamento della maggioranza”. Non si è capito però bene come farà ad attirare altri deputati da schieramenti politici all’opposizione. Che ci siano altri dossier in giro?

Bianca B.

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