Un Parlamento semplicemente vergognoso

Quello italiano è un Parlamento semplicemente vergognoso pieno zeppo di indagati, imputati e persino di condannati per reati gravissimi. Sarà per questo che i mercati internazionali non hanno alcuna fiducia nel nostro Paese e concentrano su di esso le speculazioni finanziarie. Sanno che a coloro che governano l’Italia non gliene frega una mazza dei problemi del Paese.

L’ultimo scandalo in ordine di tempo è l’ennesimo rinvio sulla richiesta di arresto del deputato pidiellino Alfonso Papa. Il partito degli (dis)onesti ha rinviato di nuovo la discussione adducendo, come sempre, scuse assolutamente ingiustificate. Ad oggi in Parlamento siede un deputato che secondo le indagini sarebbe parte di un giro sovversivo che mira a prendere il controllo del Paese (la P4). E francamente siamo tutti stufi di sentire le scuse legali dagli avvocati pidiellini (sono una marea). Ma di che cazzo parlano (scusate il francesismo)? Sono vermi schifosi che difendono un verme schifoso. Punto.

Che dire poi del Ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano, di cui la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa? Per lui non è successo nulla. Ha fatto sapere, ben difeso dai colleghi parlamentari, che a dimettersi non ci pensa nemmeno. Così, dopo un deputato sospettato di tramare contro lo Stato abbiamo un Ministro sospettato di appartenere alla cupola mafiosa.

E mentre questi loschi personaggi se la ridono delle leggi, il Parlamento di appresta a varare una manovra finanziaria che chiede lacrime e sangue ai soliti poveri sfigati, NOI. Ci chiedono sacrifici ma loro tramano nell’ombra e incassano milioni, fanno vacanze da sogno, vivono nel lusso più sfrenato e magari vanno a pranzo anche con i boss mafiosi per decidere cosa sarà di noi. Loro i sacrifici non li fanno. Non hanno nemmeno la dignità di dimettersi quando sono pescati con le mani nella marmellata. Piccoli vermi e quaquaraquà che non meritano un briciolo di rispetto. E’ proprio un Parlamento vergognoso.

Brigitta Donati

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