Una normale giornata di violenza islamica

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Ci siamo talmente abituati alla violenza islamica che nemmeno ci facciamo più caso se in Kenya, in un villaggio turistico, i terroristi islamici somali di Al Shabaab arrivano e massacrano tranquillamente una cinquantina di persone che stavano guardando i mondiali di calcio, se i terroristi islamici di Boko Haram in Nigeria non passa giorno che non facciano un massacro, se gli islamici dell’ISIS in Siria e Iraq passano il tempo a crocefiggere infedeli, a tagliare mani e a massacrare civili inermi, se in Afghanistan e in Pakistan le bambine non riescono più ad andare a scuola perché loro, sempre gli islamici, non vogliono una donna istruita (chissà perché Gino Strada su questo tace), oppure se in Iran mandano al patibolo decine e decine di giovani ragazzi per le ragioni più bizzarre.

Niente, ci siamo assuefatti alla loro violenza come se fosse la cosa più naturale del mondo, anzi, a volte capita che gli diamo anche manforte giustificando il loro operato con le più assurde scuse. “E’ colpa degli americani se in Afghanistan c’è tanta violenza” come se prima l’Afghanistan fosse stato un paradiso. “E’ colpa di Bush che si è inventato la storia che Saddam aveva le armi chimiche se oggi l’Iraq è così instabile”, come se ad ammazzare decine di migliaia di curdi fosse stato un bombardamento di cioccolatini. “E’ colpa dei perfidi sionisti che non vogliono soggiacere all’estremismo islamico e arrestano terroristi se hanno rapito tre ragazzini”, come se fosse la cosa più naturale del mondo paragonare tre studenti a una massa di assassini che dalla mattina alla sera, 365 giorni l’anno, pensano a come ammazzare ebrei.

Ma si può essere più ciechi? Il mondo va in fiamme a causa unicamente della violenza islamica e da noi si cerca di giustificare questa assurda violenza, si invitano addirittura gli islamici in Vaticano dove, parlando furbescamente in arabo, il loro leader inneggia alla Jihad globale e invita ad ammazzare gli infedeli. Una vera beffa quella subita da Papa Francesco.

Ormai non c’è più nemmeno bisogno di chiedersi SE oggi ammazzeranno qualcuno ma QUANTI ne ammezzeranno. E’ una normale giornata di violenza islamica e noi ancora li a cercare di capirne i motivi quando sono così evidenti. Ancora a cercare di giustificarli e a porgere il ramoscello d’ulivo ai nostri assassini. Per dirla alla Grillo, andiamo oltre il porgere l’altra guancia, ci mettiamo in casa i nostri carnefici, li invitiamo in Vaticano e lasciamo che in una giornata di preghiera per la pace loro inneggino al nostro sterminio.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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