UNESCO è solo la punta dell’iceberg del teatrino dell’assurdo islamico all’Onu

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unesco donald trump

Ieri gli Stati Uniti hanno preso coraggiosamente la decisione di uscire da UNESCO, una decisione etica che presto sarà fatta propria anche da Israele e che se ci fossero altri Paesi eticamente corretti dovrebbe essere seguita a ruota anche da questi.

Per riprendere le parole di Netanyahu, UNESCO è diventato un teatrino dell’assurdo che invece di preservare la storia la distorce. Una organizzazione delle Nazioni Unite che viene usata in maniera strumentale dai Paesi arabi e musulmani per dare credibilità a una delle storie più assurde che l’umanità abbia mai visto, quella della creazione dal nulla di un popolo e della sua “storia” quando fino a 70 anni non esisteva traccia né di quel popolo né tanto meno della sua “storia”.

Ma UNESCO è solo la punta dell’iceberg della progressiva conquista islamica delle Nazioni Unite. Negli ultimi anni abbiamo assistito a qualcosa che va oltre al teatrino dell’assurdo denunciato da Netanyahu, il tutto senza che almeno un paese occidentale abbia avuto il coraggio e la dignità di denunciare le assurdità messe in piedi dai Paesi musulmani alle Nazioni Unite.

Eppure di occasioni per uno scatto di dignità da parte dell’occidente ce ne sono state, dall’Arabia Saudita messa ai vertici dell’organismo ONU che tutela i Diritti delle Donne, fino all’Iran inserita nella Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne (qui trovate un sunto delle assurdità dell’ONU solo per il 2017). La decisione di UNESCO di islamizzare il Monte del Tempio cambiando completamente la storia è stata solo l’ultima cosa indegna fatta da un organismo delle Nazioni Unite contro la civiltà senza che nessuno in occidente abbia avuto uno scatto di dignità e denunciare il teatrino dell’assurdo islamico.

L’attacco sistematico a Israele da parte di questo ONU islamizzato, un attacco che è ancora più evidente nella Commissione Onu per i Diritti Umani (più ancora che all’UNESCO), è la parte più evidente del problema ma non la più importante perché Israele è solo la prima parte del piano musulmano. L’obiettivo finale è la civiltà occidentale, un obiettivo da raggiungere attraverso l’uso sistematico dei Diritti che ci siamo dati con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che i musulmani non riconoscono (avendo una loro dichiarazione islamica dei Diritti Umani) ma che usano sistematicamente contro di noi in seno alle Nazioni Unite.

Israele è l’ultimo (forse l’unico) ostacolo che separa l’Islam dalla conquista totale dell’occidente, naturale quindi che sia l’obiettivo preferito degli attacchi islamici alle Nazioni Unite con il fine ultimo di delegittimare lo Stato Ebraico per toglierlo di mezzo. Detto così sembra catastrofico, forse persino leggermente complottista, ma se solo si guarda alla successione dei fatti, se si guarda a cosa sono diventate le Nazioni Unite comprate dai petrodollari allora non si può non notare che quello che sta accadendo non è frutto del caso ma di una precisa strategia sulla quale i maggiori Paesi musulmani hanno investito e stanno investendo miliardi di dollari.

Bene quindi la decisione americana di uscire da UNESCO, è un ottimo segnale. Ma fermarsi a UNESCO senza per esempio cominciare a mettere in dubbio la UNRWA e chiederne la chiusura oppure senza cominciare a chiedere con forza una riforma seria delle Nazioni Unite che le sottragga al gioco islamico, farà si che il tutto rimanga solo un segnale. Ma per cambiare veramente le Nazioni Unite e sottrarle al teatrino islamico non bastano gli Stati Uniti, ci vorrebbe uno scatto di dignità da parte dell’occidente, a partire dall’Europa, uno scatto che visti i precedenti indegni silenzi occidentali difficilmente arriverà.

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