Unione Europea succube della lobby islamica

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Negli ultimi giorni è stato un crescendo di minacce nei confronti di Rights Reporter con picchi davvero impressionanti a seguito della pubblicazione del nostro rapporto sulla Fratellanza Musulmana nel quale evidenziamo senza alcuna islamofobia sia gli obiettivi dei Fratelli Musulmani che la tecnica adottata per raggiungerli. Il fenomeno si è aggravato, se possibile, alla pubblicazione di un articolo nel quale denunciavamo l’inganno del cosiddetto “Islam moderato”. Niente di che, lo avevamo messo in conto e sappiamo anche che eventuali denunce non porteranno a nulla. Ma la cosa che più ci ha disturbato è stato quando ieri abbiamo denunciato un vero e proprio atto di “marchiatura” dei prodotti israeliani derivato da una risoluzione del Parlamento Europeo che non contiene solo quell’atto infame che riporta alla mente un passato non troppo remoto, ma che se preso nel suo complesso contiene una serie di provvedimenti lontanissimi dalle basi fondanti dell’Unione Europea che dimostrano come questa Europa sia ostaggio e succube della potentissima lobby islamica.

L’Unione Europea, anche attraverso i suoi rappresentanti, parla a sproposito di “Diritto Internazionale” interpretando ciò che non può essere interpretato. Nel documento si parla di proposte che riportano la questione israelo-palestinese a un periodo antecedente agli accordi di Oslo, come se tali accordi non ci fossero più. Si parla di “insediamenti illegali” quando quegli insediamenti, proprio in base agli accordi di Oslo, non sono affatto illegali. Si parla di marchiare i prodotti israeliani provenienti dalla “Zona C” che, proprio per gli accordi di Oslo, sono sotto amministrazione civile e militare israeliana. Si parla di “territori occupati” invece che di “territori contesi”, due termini che proprio in base al Diritto Internazionale hanno due significati completamente diversi che come tali richiedono approcci giuridici diversi. Da quando l’Europa si è arrogata il Diritto di cambiare il significato giuridico delle parole? A un certo punto di quel documento si afferma che «l’Europa è profondamente preoccupata per la crescente violenza dei coloni in Cisgiordania», il che è davvero paradossale in quanto a fronte di un unico gravissimo caso di violenza nei confronti dei palestinesi, per altro prontamente affrontato e risolto dalle autorità israeliane, si assiste a un vero e proprio stillicidio di attentati palestinesi nei confronti di cittadini israeliani. E l’Europa su questo non dice una sola sillaba.

Potremmo continuare a lungo (e lo faremo nei prossimi giorni) a parlare di questa ignobile risoluzione che addirittura arriva a chiedere il sollevamento del blocco a Gaza, come se Gaza non fosse in mano a un gruppo terrorista come Hamas che dichiara apertamente di voler distruggere Israele e sottomette la propria gente a un regime di stampo nazi-mafioso che non ha nulla da invidiare a quello dello Stato Islamico, ma adesso il punto che ci preme affrontare è un altro: perché l’Unione Europea attacca l’unica democrazia in Medio Oriente? Come può farlo in un Medio Oriente tempestato di immani stragi dove chi non è musulmano viene sterminato? Perché attaccare l’unico Paese dove convivono tutte le fedi religiose? Perché l’Unione Europea non chiede conto alla ANP di dove siano finiti i miliardi di dollari elargiti per lo sviluppo della Palestina invece che preoccuparsi di marchiare i prodotti israeliani? A leggere quel comunicato e i termini usati in esso sembra di leggere un comunicato scritto da un regime arabo piuttosto che da sterili burocrati europei che dovrebbero adottare termini consoni al Diritto Internazionale e non travisarli e cambiarli a proprio piacimento.

La risposta a questa domanda crediamo che sia, purtroppo, nella degenerazione in termini di Diritto di questa Unione Europea che si trova ad essere, volontariamente o meno, ostaggio della lobby islamica. Una Unione Europea che accetta senza battere ciglio l’applicazione della Sharia in alcune aree del suo territorio, una Unione Europea che non è in grado di dichiarare la Sharia come una legge contraria alle sue idee fondanti a ai suoi trattati, a partire dal più importante, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Una Unione Europea che per accontentare la lobby islamica attacca deliberatamente l’unica democrazia in Medio Oriente passando sopra al Diritto Internazionale. E quando qualcuno, come noi, si permette sommessamente di farlo notare e di chiedere spiegazioni la reazione è quella di minacciarlo e di cercare di farlo tacere. A questo punto siamo arrivati.

Scritto da Bianca B.

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