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UNRWA costretta a cambiare per sopravvivere. Furore palestinese

E’ scontro aperto tra UNRWA e Autorità Nazionale Palestinese (ANP) a causa della decisione da parte della Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi di cambiare sostanzialmente alcuni paragrafi nel suo statuto e alcune linee guida sull’insegnamento che secondo la ANP «migliorano l’immagine di Israele» e che «rappresentano un grave affronto al popolo palestinese».

Il punto del contendere che ha spinto la ANP a minacciare di tagliare tutti i ponti con la UNRWA è la decisione da parte dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi di correggere le linee guida dell’agenzia tra le quali quelle che riguardano i libri di testo che fino a oggi accostavano il nome di Gerusalemme alla sola storia palestinese e non a quella ebraica e a quella cristiana, la decisione di introdurre nelle scuole gestite dalla UNRWA libri di testo che parlano dello Stato di Israele al posto di quelli vecchi dove Israele non veniva nemmeno menzionato e altre modifiche sostanziali che secondo i palestinesi favoriscono Israele e danneggiano la causa palestinese.

La decisione della UNRWA arriva dopo che diverse organizzazioni, tra le quali la nostra, avevano chiesto a gran voce la chiusura della inutile e dannosa agenzia per i (finti) profughi palestinesi denunciando come la UNRWA invece di insegnare ai bambini palestinesi il concetto di pace e di convivenza insegnava loro l’odio e istigava alla violenza contro gli ebrei, mentre diversi dipendenti e insegnanti della UNRWA arrivavano addirittura a glorificare Hitler.

Ieri il Ministero dell’Educazione della ANP ha annunciato che se la UNRWA non dovesse tornare sui suoi passi l’Autorità Palestinese interromperebbe qualsiasi collaborazione con l’agenzia Onu che, tuttavia, ancora non ha formalmente annunciato il cambiamento anche se l’annuncio dovrebbe arrivare a breve.

Negli ultimi mesi a causa della massiccia campagna volta a smascherare tutte le malefatte dell’agenzia Onu per i (finti) profughi palestinesi, la UNRWA è stata costretta a pubblicare la lista dei suoi donatori e a fornire una serie di dati che fino a pochi mesi fa non erano disponibili i quali hanno portato a scoprire l’enorme business dietro alla campagna di fomentazione dell’odio portata avanti nelle scuole della UNRWA. La serie di denunce che hanno dimostrato come alcuni importanti funzionari della UNRWA erano in realtà legati ad Hamas e il costante controllo su ogni azione portata avanti dall’agenzia Onu per i palestinesi hanno fatto il resto. E’ il risultato di una campagna seria portata avanti senza troppo clamore e senza inutili petizioni online ma con azioni indirizzate direttamente ai vertici delle Nazioni Unite e ai paesi donatori.

Ora si attende che la UNRWA formalizzi ufficialmente i cambiamenti annunciati e che non torni sui suoi passi. Di certo stupiscono le dichiarazioni del Ministero dell’istruzione palestinese che evidentemente considera la UNRWA come una agenzia alle dirette dipendenze della ANP e dei suoi interessi e non una agenzia ONU che come tale dovrebbe essere imparziale e sopra le parti e che comunque dovrebbe fare tutto meno che fomentare odio e insegnare falsità come invece ha fatto fino ad oggi.

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