L’utopia della pace tra israeliani e palestinesi

Ma veramente c’è ancora qualcuno che crede che tra israeliani e palestinesi possa scoppiare la pace? Nel profondo credo che nemmeno il più fervido sostenitore della teoria dei “due stati per due popoli” stia ancora pensando che tutto ciò sia possibile.

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Come può esserci pace tra israeliani e palestinesi se questi ultimi allevano i propri figli nella mentalità dell’odio? Non è una questione politica, è una questione di differenza culturale. Golda Meir, pace all’anima sua, diceva che “la pace arriverà quando gli arabi ameranno più i loro bambini di quanto odino noi”. Era lungimirante Golda Meir, aveva capito che non basta un trattato di pace o la concessione di terra per convincere i palestinesi a fare la pace, serve una svolta culturale che però purtroppo non è mai arrivata.

Credo tuttavia che purtroppo il problema non sia solo palestinese ma che riguardi anche molte menti occidentali. La mentalità dell’odio verso tutto ciò che è israeliano/ebreo è talmente radicata che se domattina Israele dovesse decidere di rientrare entro i confini del 67 non sarebbe sufficiente a placare l’odio anti-israeliano come non sarebbe sufficiente a far nascere uno stato palestinese che riconosca Israele e disposto a vivere in pace uno a fianco dell’altro. Palestinesi e odiatori troverebbero il modo per non fare la pace.

Allora credo che sia arrivato il momento di guardare in faccia la realtà, cioè ammettere che parlare di pace tra israeliani e palestinesi non è altro che una utopia, una cosa impossibile da raggiugere. E non certo per colpa israeliana.

Soluzioni? Non ne ho. Però per arrivare alla soluzione di un problema occorre prima di tutto inquadrare con esattezza cosa genera il problema e nel caso del conflitto israelo-palestinese il problema si chiama differenza culturale. Non si chiama “occupazione” o “colonie”, non si chiama Gerusalemme Est. Non c’è concessione che gli israeliani possano fare per ottenere la pace. La mentalità di morte e odio è talmente radicata nei palestinesi sin dalla più tenera età che per vedere un cambio di mentalità dovremmo aspettare almeno tre generazioni, sempre ammesso che si cominci sin da ora a lavorarci.

Mentre gli israeliani ogni giorno inventano qualcosa di nuovo, soluzioni altamente tecnologiche che hanno rivoluzionato il mondo, i palestinesi pensano solo a come uccidere israeliani ebrei. Questa differenza culturale non la superi ritirandoti entro i confini del 67.

Scritto da Lila C. Ashuryan

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