Varata la manovra economica: cosa c’è e cosa non c’è

Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha varato la tanto attesa manovra economica “lacrime e sangue”, una manovra che già le opposizioni hanno etichettato come “iniqua e insufficiente” e che comprende tagli ai costi della politica e agli enti locali ma anche un aumento della pressione fiscale che al momento non è quantificabile in maniera netta in quanto non si sa quanto incideranno i tagli agli enti locali sulle tasse che comuni e regioni applicano ai cittadini.

Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio i contenuti della manovra:

I tagli – al momento non si parla di tagliare il numero dei parlamentari (e ti pareva) ma si interviene sugli enti locali con l’accorpamento dei comuni con meno di mille abitanti e delle province con una popolazione complessiva inferiore alle 300.000 unità. In totale si parla della soppressione di circa 1.500 comuni e di 38 province. In totale, secondo il Premier, le poltrone eliminate sarebbero 54.000. Poi sono previsti corposi tagli ai ministeri (escluso, sembra, quello della difesa di cui parla Carlotta Visentin in un separato articolo) per un totale di 6 miliardi di euro entro il 2012 e di ulteriori 2,5 miliardi entro il 2013. Verranno poi tagliati i trasferimenti verso gli enti locali per un totale di 6 miliardi di euro nel 2012 e di 3,5 miliardi di euro nel 2013. Un miliardo di euro i tagli che riguardano i trasferimenti alle regioni. Secondo il Governo non viene toccata la sanità, ma l’affermazione non fa i conti con gli enti locali che dovendo subire pesanti tagli dovranno a loro volta tagliare da qualche parte.

Le tasse – nella manovra è previsto un aumento della quota irpef per i lavoratori autonomi con un reddito superiore ai 55.000 euro a partire dall’attuale 41%. Verranno poi aumentate le tasse sulle rendite finanziarie (esclusi i titoli di Stato) portandole al 20%. Verrà applicata una tassa sul tabacco e sui giochi. Infine viene varata la temutissima patrimoniale ridefinita in questo caso “contributo di solidarietà” che consiste in un prelievo del 5% del reddito eccedente i 90.000 euro e del 10% del reddito eccedente i 150.000 euro dei dipendenti privati. Il doppio del cosiddetto contributo di solidarietà (10% per i redditi di 90.000 euro e 20% per i redditi di 150.000 euro) verrà applicato sui parlamentari.

Oltre a questo nella manovra sono comprese le seguenti disposizioni:

  • tredicesime: i dipendenti pubblici degli enti che non rispettano gli obbiettivi di riduzione della spesa potrebbero perdere la 13esima mensilità
  • TFR: il trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici verrà pagato con due anni di ritardo
  • Pensioni di anzianità: verranno implementati interventi per disincentivare il pensionamento e verrà anticipato al 2015 l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne del settore privato a 65 anni
  • Ponti festivi: le festività infrasettimanali “non concordatarie” verranno spostate al lunedì
  • Scontrini: rischio di chiusura degli esercizi  “beccati” a non emettere lo scontrino o la ricevuta fiscale
  • Tracciabilità: la tracciabilità delle transazioni in contanti verrà abbassata da 5.000 euro a 2.500 euro

Cosa non c’è in questa manovra – non sembrano essere previsti tagli alla Difesa che attualmente costa oltre 20,5 miliardi di euro l’anno (qui i dettagli). Non sono previsti tagli al numero dei parlamentari ne ai loro stipendi. Non si fa cenno a tagli delle auto blu e delle scorte. Nessun cenno nemmeno al taglio dei portaborse. Insomma i tanto richiesti tagli ai costi della politica e ai privilegi della casta non sembrano esserci. Poi, forse la mancanza più importante, non vi è traccia di iniziative per rilanciare lo sviluppo, praticamente fermo a palo da diversi mesi. Un Paese che non produce ricchezza non può essere tartassato dalle tasse e il debito pubblico non si può azzerare solo tagliando risorse e aumentando le tasse perché il rischio di imboccare la strada della recessione è molto alto.

Insomma, come volevasi dimostrare, è una manovra lacrime e sangue ma solo per i ceti medi, una manovra impostata unicamente sui tagli e sull’aumento della pressione fiscale. Una manovra così l’avrebbe potuta fare chiunque, anche Topolino.

Bianca B.

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