Caracas, Venezuela – Secondo il regime di Maduro sarebbero stati più di otto milioni (il 41,3%) i venezuelani che ieri si sono recati alle urne per votare sulla cosiddetta Assemblea Costituente che se approvata darebbe allo stesso Maduro poteri praticamente illimitati. L’opposizione deride i numeri diffusi dal regime – per altro difficilmente verificabili – e parla di appena 2,5 milioni di votanti, ben lontani dagli otto milioni dichiarati dal regime il che renderebbe la tornata elettorale praticamente nulla.

Sin da venerdì i blogger dell’opposizione venezuelana hanno denunciato la difficoltà per loro di collegarsi a internet e quindi di raccontare cosa stesse accadendo realmente in Venezuela. Riescono saltuariamente a collegarsi a Twitter da mobile ma anche la nota piattaforma social ha riscontrato diverse interruzioni. I media internazionali sono stati praticamente banditi ed è stato permesso loro di accedere solo a pochissimi seggi nella capitale, seggi chiaramente scelti dal regime.

Per molti mesi sia i grandi media che la comunità internazionale ha guardato a quello che avveniva in Venezuela in modo distratto. In Italia c’è voluto un nostro articolo con quasi 30.000 condivisioni per “invogliare” qualche giornalone a parlare di quanto stesse accadendo in Venezuela, ma anche poi sono stati pochissimi ad approfondire seriamente la situazione limitandosi a scarne cronache sugli scontri, che sono cosa quotidiana da diversi mesi. Gli unici a parlare di Venezuela sono stati gli assurdi sostenitori del regime venezuelano, gente che nella loro lista di interessi ha ai primi posti l’Iran, Hezbollah e ogni attività riconducibile agli interessi degli Ayatollah, interessi che abbracciano anche il Venezuela per la sua importanza nel proteggere il narcotraffico che alimenta il terrorismo di Hezbollah.

Per esempio non ci sono stati riferimenti nei media al fatto che il potentissimo vice-presidente venezuelano sia un certo Tareck El Aissami, membro di altissimo livello di Hezbollah che proprio in Venezuela ha interessi miliardari grazie al traffico di droga.

E a proposito di droga, il media “importanti” e i giornaloni vi hanno mai detto chi è che guiderà la futura “costituente venezuelana” votata proprio ieri? No? Bene, ve lo diciamo noi. Si chiama Diosdado Cabello e secondo la DEA non è uno qualsiasi ma è il capo del potentissimo cartello di narcotrafficanti internazionali “Cartel de los Soles” una organizzazione criminale che vede tra le sue fila anche importanti generali venezuelani. Dovrebbe bastare questo per attirare l’attenzione dei media internazionali e soprattutto quella della comunità internazionale dato che il Venezuela rischia di diventare a tutti gli effetti un narco-regime. Eppure se si leggono le poche analisi sulla situazione venezuelana di queste pochi ma importanti dettagli non se ne trova traccia. Come mai?

Come mai quegli stessi “grandi media” che hanno dato copertura capillare alle assurde proteste arabe sul Monte del Tempio invece hanno praticamente snobbato le giuste e pacifiche proteste venezuelane? Evidentemente i venezuelani hanno la sfortuna di non essere palestinesi altrimenti sarebbero trattati diversamente e le loro legittime proteste sarebbero in prima pagina su ogni media del mondo.

Possibile che non si capisca che il destino del Venezuela non riguarda solo i venezuelani ma tutto il mondo visti gli interessi che girano vorticosamente intorno al regime di Maduro? Possibile che non si faccia nulla di veramente concreto per aiutare la dissidenza venezuelana e soprattutto il popolo venezuelano ormai ridotto letteralmente alla fame nonostante le immense ricchezze di cui dispone il Venezuela?

Il mondo si dovrebbe vergognare per come ha trattato e sta trattano la questione venezuelana, per come pur parlando unanime contro il regime di Maduro non sia andato oltre le parole. Ieri probabilmente abbiamo assistito a un vero e proprio colpo di stato che trasformerà il povero Venezuela in un narco-regime agli ordini degli Hezbollah e dei cartelli criminali, ma anche oggi oltre alle parole di azioni concrete se ne vedono ben poche.

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Venezuela: narcos, Hezbollah e violenza nel futuro sognato da Maduro

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