Vergogna ONU: Arabia Saudita giustizierà Imam che aveva chiesto più democrazia

La Corte Suprema della Arabia Saudita, membro del Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, ha rigettato il ricorso contro la condanna a morte di un Imam sciita, Sheikh Nimr al-Nimr, colpevole di aver chiesto manifestazioni pacifiche per una maggiore democrazia in Medio Oriente.

Sheikh Nimr al-Nimr venne arrestato nel 2012 insieme ad altri sei sciiti a seguito del suo appello a dimostrare per avere maggior democrazia in Arabia Saudita. Tutti gli arrestati sono stati condannati alla pena di morte con l’obbligo di esporre i loro corpi in pubblico. Le proteste sciite, che tra il 2011 e il 2013 costarono la vita a 20 giovani sciiti, erano volte a denunciare la discriminazione confessionale in Arabia Saudita, la stessa denuncia che oggi ripete il vice Ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, che accusa l’Arabia Saudita di perseguitare i musulmani di confessione sciita.

Quello che stupisce più di tutti in questa vicenda è il silenzio dell’Onu che pure ha messo proprio l’Arabia Saudita in uno dei seggi più importanti del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Qualcuno all’Onu dovrebbe spiegarci onestamente cosa ci fa l’Arabia Saudita in quell’organismo, pur considerando che proprio il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu è sempre stato un organismo che paradossalmente ha difeso continuamente i peggiori violatori dei Diritti Umani e attaccato democrazie come Israele. Ma qui siamo proprio alla farsa,anzi, andiamo molto oltre la farsa, siamo al ridicolo.

E non sfugge nemmeno il mutismo complice dei membri delle Nazioni Unite, dei gruppi pacifisti e delle ONG per la difesa dei Diritti Umani che in silenzio e senza battere ciglio hanno supinamente accettato quella nomina. Un silenzio vergognoso che questa ennesima condanna a morte in Arabia Saudita rende ancora più pesante e compiacente.

Scritto da Lila C. Ashuryan

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