Vergogna: Pisapia cede ai cinesi. Niente cittadinanza onoraria al Dalai Lama

Se solo il Dalai Lama fosse stato un islamico, forse qualche possibilità che Pisapia gli avrebbe conferito la cittadinanza onoraria di Milano ce la poteva avere nonostante le pressioni cinesi. Ma è solo un povero buddista. Cosa volete che gliene freghi a Pisapia?

E’ davvero vergognoso il cedimento del sindaco di Milano alle pressioni cinesi. Di fronte all’out out di Pechino che ha intimato alla giunta milanese di non concedere la cittadinanza onoraria al Dalai Lama o la Cina non avrebbe partecipato ad Expo 2015, non ci hanno pensato un attimo: decisione rinviata, un modo elegante per dire “non se ne fa niente”.

Il Dalai Lama sarà a Milano il 27-28 giugno prossimi e l’intenzione originaria di Pisapia & C. era quella di conferirgli la cittadinanza onorario di Milano così come hanno fatto in passato città come Bologna, Venezia, Roma  come farà anche il Comune di Assago il 28 giugno. Poi le pressioni cinesi e il vergognoso dietrofront della giunta milanese.

Indignata la comunità tibetana in Italia che attraverso il suo Presidente, Kalsang Dolker, ha diramato un comunicato nel quel affermano: «se la giunta milanese farà un passo indietro e rinuncerà a dare la cittadinanza onoraria al Dalai Lama coprirà di vergogna Milano e tutta l’Italia».

Pisapia ieri si è difeso affermando che «non c’è stato alcun cedimento ai diktat cinesi, ma ci vuole equilibirio». La proposta del sindaco di Milano sarebbe quindi quella di limitare il tutto ad una “semplice manifestazione” a Palazzo Marino. Un po’ pochino per convincere che non ha ceduto ai cinesi.

Se solo Pisapia avesse difeso la sua scelta e i Diritti violati del popolo tibetano così come difende i Diritti dei musulmani, di certo non ci troveremmo qui a discutere di questa vergognosa scelta. Ma evidentemente per il sindaco di Milano i musulmani hanno ben altro peso rispetto al Premio Nobel per la Pace.

A sua Santità, il Dalia Lama, e a tutta la comunità tibetana in Italia va tutta la solidarietà di Secondo Protocollo. Al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, una semplice frase: ma non ti vergogni?

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