Vertice UE: la Gran Bretagna non ci sta. Nasce la doppia Europa

Quando nel canale della Manica c’è nebbia gli inglesi amano dire che “il continente è isolato” e non che la Gran Bretagna è isolata. L’egocentrismo inglese è noto sin dai tempi della regina Vittoria ed è venuto fuori prepotente anche in occasione del vertice UE che si è concluso questa notte.

Il Premier inglese Cameron s è opposto ad un rafforzamento delle istituzioni europee bloccando così il Consiglio Europeo e sancendo di fatto la nascita di una Europa sdoppiata, da un lato la zona Euro e dall’altro i Paese aderenti all’Unione. Nella notte i Paesi dell’Eurozona (più altri sei) hanno raggiunto un accordo che assomiglia moltissimo ad una modifica dei trattati ma che nei fatti isola la Gran Bretagna dal resto dell’Unione. Ai britannici si sono uniti l’Ungheria, la Svezia e la Repubblica Ceca anche se va detto che per questi ultimi due il problema è che l’accordo tra Stati deve essere sottoposto al vaglio del Parlamento.

L’accordo: l’intesa raggiunta dai 17 (Paesi euro più Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Danimarca) è incentrata soprattutto sull’unione di bilancio e sulla creazione di una unione fiscale, il tutto attraverso il rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche. Regole molto più severe per il pareggio di bilancio (massimo dello sforamento strutturale dello 0,5% del PIL) che tuttavia potrà essere suscettibile di aggiustamenti del debito a seguito di fatti straordinari. Arriva il fondo salva-Stati che sarà gestito dalla BCE mentre c’è una tiepida apertura della Merkel sugli Eurobond. Trovato anche l’accordo sulla concessione di prestiti su base bilaterale al Fondo Monetario Internazionale per un totale di 200 miliardi di euro, allo scopo di rafforzare la potenza di fuoco del Fondo per eventuali interventi destinati a fronteggiare la crisi dei debiti sovrani UE.

Complessivamente quindi un buon accordo che però, come detto, ha segnato la rottura definitiva (forse) con la Gran Bretagna che, come ha ribadito Cameron, non intende rinunciare nemmeno in parte alla propria sovranità. Va ricordato che a tutt’oggi la Gran Bretagna è fuori dall’Euro (ha la sterlina) e dai trattati di Schengen, per cui per l’Europa non è un cataclisma. Lo può diventare però per gli inglesi che hanno cercato di salvaguardare la City (la borsa inglese che ha regole finanziarie tutte sue) da regole più stringenti, un atteggiamento che potrebbe però ritorcersi proprio contro la City.

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