West Bank: la ANP non paga gli stipendi. Sciopero generale ma nessuno ne parla

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E’ sciopero generale dei dipendenti pubblici palestinesi che non hanno ricevuto dalla Autorità Nazionale Palestinese (ANP) gli stipendi di novembre e di dicembre. Peccato che in occidente nessuno ne parli perché, si sa, parlare male della ANP è peccato.

Mentre Abu Mazen vive nel lusso più sfrenato (scarpe da 25.000 dollari al paio, conti milionari all’estero, su e giù per il mondo come un turista) i dipendenti pubblici palestinesi fanno letteralmente la fame. Già lo scorso 16 dicembre gli insegnati di Nablus, Hebron, Betlemme e Jenin avevano scioperato in massa perché non avevano ricevuto lo stipendio di novembre. Oggi invece lo sciopero è generale in quanto non sono arrivati nemmeno i soldi di dicembre.

La ANP ha colto la palla al balzo per incolpare Israele reo, secondo loro, di non averli girato gli introiti fiscali, bloccati da Gerusalemme dopo il riconoscimento a Stato Osservatore della Palestina alle Nazioni Unite. Ma la ANP non se la prende solo con Israele. Spara a zero anche sui donatori (arabi e non) colpevoli di non rispettare gli impegni presi e di non aver versato le somme promesse (centinaia di milioni di dollari). Nel mirino in particolare Arabia Saudita e Qatar. Peccato che il mese di novembre furono gli Emirati Arabi Uniti a versare la somma necessaria per il pagamento degli stipendi dei dipendenti della ANP, soldi che però sono rimasti nelle tasche di Abu Mazen invece di finire in quelle dei lavoratori. Saputo questo Arabia Saudita e Qatar hanno quindi bloccato i versamenti chiedendo spiegazioni alla ANP che, naturalmente, non sono mai arrivate.

Quello che fa specie è che nessuno in occidente ne parli, forse perché non è facile ammettere che il proprio paladino, Abu Mazen, che proprio nei giorni scorsi non ha lesinato spese per andare dal Papa, da Napolitano, da Bersani e, naturalmente, per comprare un nuovo paio di scarpe da 25.000 $, è in effetti un ladro corrotto che se ne frega del fatto che la cosiddetta “Palestina” sia sull’orlo della bancarotta, tanto sa che qualcuno interverrà con soldi a pioggia.

E’ curioso come gli unici arabi a gioire in questi giorni siano quelli che lavorano nella aziende israeliane che i pacivendoli vogliono boicottare. Loro gli stipendi li prendono regolarmente e sono almeno tre volte superiori a quelli che prendono i dipendenti pubblici della ANP. Ma anche di questo è meglio tacere.

Sarah F.

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