Yemen: ennesimo fallimento di Obama

Con il precipitare della situazione in Yemen ci troviamo di fronte all’ennesimo gravissimo fallimento della politica estera dell’Amministrazione Obama, un fallimento che interessa uno dei punti più strategici nel quadrante mediorientale e africano.

L’intelligence americana è in piana confusione, non riesce a dare un quadro preciso di quello che sta accadendo e la prima reazione della Casa Bianca è stata quella di ventilare un rapido disimpegno, cioè abbandonare uno dei Paesi più importanti e fondamentali della lotta al terrorismo e lasciare campo libero ai ribelli sciiti ma, soprattutto, ad Al Qaeda nella Penisola Arabica che sta velocemente riempiendo il vuoto di potere lasciato dalle dimissioni del Presidente Abed Rabbo Monsour Hadi e di tutta la componente governativa. Eppure lo Yemen è stato fino a ieri uno dei partner più affidabili per gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo.

Il fatto curioso e francamente piuttosto inquietante è che la decisione degli Stati Uniti di tirarsi fuori, anche diplomaticamente, dal caos yemenita e di negare qualsiasi supporto militare a Abed Rabbo Monsour Hadi e al suo Governo è arrivata subito dopo l’incontro tra John Kerry e Mohammad Javad Zarif avvenuto a margine del World Economic Forum. Sembra quasi che gli Stati Uniti abbiano scelto il “male minore” cioè lasciare campo libero alle milizie sciite teleguidate da Teheran per evitare che a prendere il potere sia Al Qaeda nella Penisola Arabica. E’ un po’ come scegliere tra la padella e la brace. Agli Stati Uniti sarebbe bastato un piccolo intervento, un minimo supporto militare al Governo yemenita per evitare tutto il caos e soprattutto quello che potrebbe accadere nelle prossime ore, eppure sono rimasti praticamente immobili a guardare limitandosi a inviare due navi per una eventuale evacuazione dei cittadini americani. Davvero poco per un Paese così importante come lo Yemen.

Ieri sera in una dichiarazione alla AFP alcuni funzionari del Dipartimento di Stato americano hanno ammesso di averci capito poco di quello che è accaduto in Yemen e che le informazioni di intelligence sono poche e confuse. Non sanno nemmeno se sono state le milizie sciite Huthi a spodestare il Presidente, ma hanno ventilato l’ipotesi che gli sciiti potrebbero continuare la collaborazione con gli Stati Uniti nella lotta ad Al Qaeda nella Penisola Arabica, il che ci riporta all’incontro tra Kerry e Zarif. Ma è davvero un giochetto pericoloso quello che sta facendo l’amministrazione americana, il tutto per non intervenire con un piccolo contingente. La scellerata politica pacifista ad oltranza di Obama ha colpito ancora.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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