Yemen: la situazione si complica

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Si complica ulteriormente la situazione nello Yemen diventato ormai il primo vero campo di battaglia tra Iran e Arabia Saudita. Ieri il Grande Ayatollah Ali Khamenei ha tuonato contro i bombardamenti aerei sauditi che colpiscono i ribelli sciiti Huthi sostenuti da Teheran avvertendo che l’Iran non sarebbe stato a guardare.

Gli risponde a stretto giro di posta il Segretario di Stato americano, John Kerry, il quale con una dichiarazione insolitamente dura ha accusato direttamente Teheran di “intromissione” negli affari dello Yemen avvisando anche che gli Stati Uniti non tollereranno “ulteriori ingerenze”. Kerry ha detto che l’intelligence USA ha le prove che ogni giorno aerei iraniani atterrano nello Yemen con armi e munizioni per i ribelli Huthi e ha affermato che “tutto questo è inammissibile”. La dichiarazione di Kerry arriva nel momento più delicato del conflitto, quando cioè i ribelli sciiti diretti da Teheran stanno marciando velocemente verso la città di Aden, strategica anche per gli Stati Uniti.

Bambini usati in battaglia

Julien Harneis, rappresentante dell’UNICEF in Yemen, ha detto ieri a Ginevra che il 30% dei combattenti nello Yemen sono minorenni, la maggior parte dei quali sotto i 16 anni. I bambini sarebbero usati da ambo le parti in conflitto e l’UNICEF ha valutato che i bambini morti in combattimento o sotto i bombardamenti siano almeno 200.

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