Dopo l’anatema di Grillo contro i senatori del Movimento 5 Stelle che hanno votato Grasso per non far eleggere Schifani, dopo le molte critiche ricevuto dallo stesso Grillo sul suo blog, una domanda sorge spontanea: a chi rispondono gli eletti del M5S? Al padrone Grillo o agli oltre otto milioni di elettori che li hanno votati anche senza iscriversi al Movimento?
Teoricamente, anche leggendo lo statuto (o atto di proprietà) del Movimento 5 Stelle, gli eletti agiscono senza vincolo di mandato. In pratica Grillo ha detto più volte che non sarà così, cioè che gli eletti devono rispettare le direttive del capo pena l’espulsione. La Costituzione Italiana all’art.67 dice che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”, quindi Grillo da un lato si tutela introducendo un riferimento all’art.67 nello statuto del M5S, dall’altra si comporta in maniera anti-costituzionale imponendo ai suoi parlamentari la violazione di quell’articolo. E’ un paradosso democratico (e costituzionale) perfettamente in linea con il personaggio di Grillo.
E allora, tornando alla domanda, a chi rispondono gli eletti del M5S? A vederla così sembra che debbano rispondere al padrone del Movimento 5 Stelle, cioè a Grillo, e non agli elettori che li hanno mandati in Parlamento per rappresentarli. La differenza è notevole perché molti elettori del M5S lo hanno votato con la speranza di vedere un cambiamento, qualcosa che uscisse sia dalle regole del “partito di apparato” come il PD, sia da quelle del “partito di proprietà” che fa solo quello che vuole il padrone, come il PDL. Il Movimento 5 Stelle è di fatto un partito di proprietà che nei fatti è molto simile al PDL di Berlusconi.
Anche a livello di trasparenza, il M5S non ha per il momento mantenuto la promessa fatta. Riunioni dei deputati a porte rigorosamente chiuse, nessun rendiconto economico in rete, nessuna piattaforma credibile per il voto online. Insomma una democrazia dal basso inesistente e il controllo assoluto del padrone su tutto e tutti. Che dire poi sulle domande in merito alla fattibilità del programma? Silenzio assoluto, forse perché Grillo non sa cosa dire.
Non lo so, ma a me questa cosa del Movimento 5 Stelle mi sembra quanto di più lontano ci sia da qualsiasi forma di democrazia e di rispetto dei dettami costituzionali. Ai posteri l’ardua sentenza.
Tamara Rinaldini