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Alta tensione nel Golfo Persico: Pompeo vola a sorpresa a Baghdad

Mike Pompeo annulla un incontro programmato con Angela Merkel per volare a Baghdad dopo che l’intelligence israeliana ha fornito prove inconfutabili di un imminente attacco iraniano contro interessi americani nel Golfo

La tensione nel Golfo Perisco è a un livello così alto che il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha annullato un incontro con Angela Merkel per volare a Baghdad, in Iraq, per una visita non programmata e senza alcun preavviso.

Lo scopo della visita improvvisa di Pompeo a Baghdad è quello di mettere in guardia i leader iracheni in merito a una “molto specifica e circostanziata” minaccia di un attentato da parte dei Pasdaran iraniani o di uno dei loro numerosi proxy regionali, attentati giudicati dagli americani come “imminenti”.

Mike Pompeo ha incontrato il presidente iracheno, Barham Saleh, e il primo ministro Adel Abdel Mahdi, dai quali ha preteso rassicurazioni in merito alla sicurezza degli oltre 5.200 americani, in maggioranza militari, presenti in Iraq e che sarebbero gli obiettivi degli imminenti attentati orditi dagli iraniani.

L’allarme per “imminenti attentati” da parte dell’Iran era stato lanciato qualche giorno fa dal Mossad, il servizio segreto israeliano, che aveva inviato all’Amministrazione americana importanti e preoccupanti prove che l’Iran stava organizzando un attacco agli interessi americani nel Golfo Persico.

Le prove fornite dall’intelligence israeliana agli americani sono così convincenti da aver spinto Washington a potenziare sensibilmente la presenza militare americana nel Golfo Persico con l’invio del gruppo navale d’attacco della portaerei Abraham Lincoln che è già in navigazione per il Golfo. Secondo alcune fonti gli americani avrebbero allertato anche un gruppo di bombardieri B-52 che potrebbero essere spostati nel raggio d’azione del Golfo Persico.

Preoccupano le milizie sciite in Iraq

A preoccupare gli americani sono le numerose milizie sciite presenti in Iraq, milizie che fanno capo a Teheran e che godono di una certa libertà di movimento e di azione in territorio iracheno.

L’Iraq è tecnicamente un alleato dell’Iran a causa del fatto che la maggioranza della popolazione irachena è di confessione sciita e tra i due paesi vi sono buoni rapporti in tutti i settori, tuttavia rimane sotto l’ombrello protettivo americano nonostante la presenza nel Governo iracheno di personaggi apparentemente ostili agli USA ma che sono anche contrari alle ingerenze degli Ayatollah iraniani, ingerenze che non di rado approfittano proprio delle milizie sciite per raggiungere i loro torbidi scopi.

Gli iraniani potrebbero usare proprio queste milizie per colpire gli interessi americani nel Golfo Persico, motivo per cui Mike Pompeo ha chiesto rassicurazioni al Governo di Baghdad in merito al fatto che abbiano il controllo della situazione.

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