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Anche il Qatar abbandona i mafiosi di Hamas: da aprile niente più denaro

Anche il Qatar getta la spugna e si arrende ai terroristi mafiosi di Hamas che non permettono l’implementazione di importanti progetti volti ad alleviare le sofferenze della popolazione di Gaza. Ad Hamas conviene tenere la gente di Gaza nella miseria per farne aumentare la rabbia. Dai prossimi mesi Doha non verserà più denaro per l’energia elettrica e per gli stipendi di Hamas

L'inviato del Qatar nella Striscia di Gaza, Mohammad al-Emadi

L’inviato del Qatar nella Striscia di Gaza, Mohammad al-Emadi, ieri sera ha annunciato che dal prossimo mese di aprile da Doha non arriveranno più soldi nelle casse di Hamas, né per pagare il carburante per l’energia elettrica né, probabilmente, per pagare gli stipendi dei tanti “dipendenti statali”.

Finalmente anche il Qatar si è reso conto con chi ha a che fare, cioè con un gruppo mafioso criminale che tiene sotto scacco la Striscia di Gaza e non permette la costruzione di nessuna opera che possa alleviare le sofferenze della popolazione nonostante l’imponente mole di denaro messo a disposizione da Doha.

In particolare il Qatar aveva messo a disposizione le somme necessarie per una linea elettrica ad alta tensione che da Israele doveva portare l’elettricità a Gaza raddoppiandone la disponibilità, opera bloccata proprio da Hamas.

Non solo, il Qatar ha investito centinaia di milioni di dollari per grandi progetti che miravano ad alleviare le sofferenze della popolazione tra le quali una nuova autostrada, un nuovo ospedale con strutture all’avanguardia per la riabilitazione, una serie di abitazioni a più piani che dovevano essere destinate alla gente di Gaza, un piano per le acque reflue e un nuovo acquedotto. Tutto vanificato da Hamas che ne blocca la costruzione con la pretesa di vere e proprie mazzette.

Da ottobre il Qatar paga 10 milioni di dollari al mese per il carburante necessario a produrre energia elettrica nella Striscia di Gaza, un fatto che ha permesso alla centrale elettrica di Gaza di erogare energia per circa otto ore al giorno invece delle quattro erogate in precedenza.

Ma quel denaro doveva servire per tamponare l’emergenza in attesta della linea ad alta tensione che avrebbe risolto il problema in maniera definitiva. Ma evidentemente ad Hamas interessa mantenere la popolazione i condizione di miseria e di costante emergenza, così i terroristi mafiosi hanno bloccato l’opera portando il Qatar a prendere la decisione di bloccare i pagamenti dal prossimo mese di aprile.

A partire dal mese di novembre, il Qatar aveva anche iniziato a trasferire 15 milioni di dollari al mese, con l’approvazione di Israele, per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici palestinesi a Gaza, in maggioranza dipendenti di Hamas. Ieri si è saputo che da maggio anche questo trasferimento di denaro cesserà.

Tuttavia il Qatar continuerà a finanziare progetti di primo soccorso alla popolazione, circa 500 milioni di dollari, a condizione che siano le Nazioni Unite a gestire direttamente fondi e progetti. Parte di quel denaro è destinato alla sopravvivenza della UNRWA e dei suoi progetti a Gaza. Ma Mohammad al-Emadi non ha escluso che anche quei fondi vengano bloccati se alle agenzie ONU non verrà permesso di implementare i progetti o se verranno come sempre taglieggiate dai terroristi mafiosi di Hamas.

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