Due esplosioni che dovrebbero essere riconducibili alla Jihad Islamica palestinese, armata a finanziata dall’Iran, sono avvenute questa mattina a Gerusalemme, capitale di Israele.

La prima esplosione è avvenuta vicino all’ingresso principale di Gerusalemme a Givat Shaul, poco dopo le 7 del mattino, ora di punta dei pendolari.

Diciotto persone sono rimaste ferite in questa prima esplosione, alcuni gravi. Uno di loro, un adolescente, è poi morto Shaare Zedek Medical Center dove erano stati portati i feriti.

La seconda esplosione è avvenuta poco dopo le 7:30, all’incrocio di Ramot, un altro ingresso a Gerusalemme. Cinque persone lievemente ferite sono state portate all’Hadassah Mount Scopus Medical Center.

Con un comunicato diffuso pochi minuti fa la Jihad Islamica sembra rivendicare, anche se non apertamente, l’attentato.

«L’operazione nella città occupata di Gerusalemme è una risposta naturale all’occupazione, al suo terrorismo e alle sue pratiche criminali contro il popolo palestinese indifeso e i suoi luoghi sacri», afferma afferma il gruppo terrorista nel comunicato.

«L’operazione dice ai leader dell’Occupazione [Israele] e ai leader dei coloni che nessuna delle politiche del vostro governo criminale vi proteggerà dagli attacchi della resistenza del nostro popolo», afferma Tarek Ez Din, portavoce della Jihad islamica palestinese.

«Nessuna operazione di giudaizzazione, incursione nei luoghi sacri o aggressione ai figli e alle figlie del nostro popolo a Gerusalemme, Hebron, Jenin e Nablus rimarrà impunita», si afferma ancora nel comunicato.

La Jihad Islamica palestinese è legata a doppio filo con l’Iran che finanzia a arma apertamente il gruppo terrorista con sede a Gaza ma in forte espansione anche in Giudea e Samaria, la cosiddetta Cisgiordania.