Autore: Paola P. Goldberger

Esperta di intelligence. Vive e lavora in Israele nel settore della difesa

Vorrei spiegare un paio di cose a coloro che si ostinano a sostenere la necessità di trattare con Hamas. Ieri l’IDF ha fatto sapere di aver trovato tre corpi degli ostaggi che si riteneva essere rapiti e, in almeno due casi, ancora vivi. Si tratta di Itzhak Gelerenter, Amit Buskila e Shani Louk. Fino a poco tempo fa, si presumeva che sia Gelerenter che Buskila fossero vivi, mentre la morte di Louk è stata confermata alla fine di ottobre dopo l’identificazione di un pezzo del suo cranio in seguito a un filmato ampiamente condiviso da parte dei terroristi in cui…

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Il 6 maggio, nel tentativo di evitare un’operazione israeliana quasi certa a Rafah, i leader di Hamas hanno dichiarato che avrebbero potuto essere disposti ad accettare un accordo con Israele per la liberazione degli ostaggi. Dopo settimane di ostruzionismo da parte di Hamas, l’annuncio ha suscitato a Washington la speranza che si potesse ancora raggiungere un accordo che potesse liberare decine di ostaggi e provocare una pausa nell’offensiva di Israele nella Striscia di Gaza. Ma anche ora non è chiaro quanto Hamas sia impegnato a portare a termine questo accordo, o se stia semplicemente cercando un mezzo per preservare la…

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La tregua a Gaza è semplicemente impossibile viste le richieste di Yahya Sinwar, il capo di Hamas a Gaza, richieste inoltrate tramite i negoziatori del gruppo terrorista al Cairo. Secondo fonti vicine ai negoziatori Sinwar avrebbe inoltrato tre richieste che vanno a modificare in modo sostanziale la proposta di cessate il fuoco redatta dagli Stati Uniti e dai Paesi del Golfo più l’Egitto e accettata da Israele. Prima richiesta: Sinwar chiede la garanzia della fine della guerra. Nello specifico vuole “cambiare completamente” la clausola nella proposta che prevede l’inizio dei negoziati per Gaza su una calma sostenibile a partire dal…

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Noi israeliani dovremmo ringraziare l’Iran per il grande attacco contro Israele della notte tra sabato e domenica. Dovremmo, perché a prescindere dal successo della difesa con l’eliminazione del 99% delle minacce, quell’attacco è stato così massiccio da rendere l’idea di quello che può fare Teheran contro un altro qualsiasi paese che non disponga dei sistemi di difesa israeliani. Israele dovrebbe ringraziare gli Ayatollah perché dopo gli attriti per la guerra di Gaza e per il numero delle vittime civili (fortemente ridimensionato) i paesi arabi si sono ricompattati con lo Stato Ebraico e addirittura la Giordania ha partecipato alla difesa di…

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Fonti attendibili all’interno della intelligence israeliana fanno sapere che un attacco iraniano contro Israele è altamente probabile nelle prossime 24/48 ore, ma a differenza delle ultime informazioni, l’Iran sarebbe intenzionato a colpire all’interno dello Stato Ebraico e non solo quindi gli interessi israeliani nel mondo. Perché è importante sottolineare la differenza: Israele ha avvertito che se l’Iran dovesse colpire all’interno del territorio dello Stato Ebraico – direttamente dal suolo iraniano o attraverso uno dei tanti proxy fedeli a Teheran – la risposta israeliana sarebbe all’interno del territorio iraniano. Perché questa volta l’allarme è concreto: perché a confermare l’allarme all’intelligence israeliana…

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La polizia turca ha arrestato sette persone, tra cui un investigatore privato, sospettate di aver venduto informazioni al servizio di intelligence israeliano Mossad. Lo ha dichiarato oggi l’agenzia di stampa statale Anadolu. Anadolu ha citato fonti della sicurezza secondo cui l’investigatore privato, un ex funzionario pubblico, era sospettato di aver raccolto informazioni su aziende e individui mediorientali in Turchia, di aver piazzato dispositivi di localizzazione e di aver svolto attività di sorveglianza. Le fonti hanno detto che le detenzioni facevano parte di un’operazione condotta dall’agenzia nazionale turca di intelligence MIT e dalla polizia antiterrorismo di Istanbul. Ankara non ha rilasciato…

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L’8 ottobre, mentre Israele iniziava appena a svegliarsi sulla portata del peggior fallimento dell’intelligence nella sua storia, un gruppo di hacker precedentemente sconosciuto, “MalekTeam”, è apparso online. “Io sono Malek. Ho tutte le vostre informazioni personali. Chiunque serva i sionisti è sotto il mio controllo”, hanno scritto gli hacker nel loro primo messaggio su una popolare applicazione di messaggistica. Nelle settimane successive gli hacker, che si ritiene siano legati all’intelligence militare iraniana, hanno pubblicato decine di migliaia di registrazioni contenenti informazioni private di cittadini israeliani. Nella fuga di notizie più dannosa, gli hacker hanno pubblicato centinaia di cartelle cliniche, con…

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Pubblicato oggi su Yediot Ahronoth – Il 4 ottobre, il colonnello Roi Levy stava mangiando in un ristorante del centro di Israele con i suoi amici dell’Unità Multidimensionale che aveva comandato per 4 mesi. Era solo un gruppo di ufficiali da combattimento, buoni amici, che si riunivano per mangiare un boccone, niente di strano. Una piccola pausa tra un addestramento e l’altro. Mentre il pasto volgeva al termine, Roi disse ai suoi amici che aveva la sensazione che la guerra stesse per scoppiare. Aveva l’istinto di un ufficiale esperto, l’intuito di una volpe da battaglia. L’istinto di Roi era già…

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Ieri un attacco aereo israeliano sull’aeroporto di Damasco ha ucciso [altri] dieci membri della Forza Quds, organo delle Guardie delle Rivoluzione iraniana – IRGC – che stavano accogliendo una delegazione iraniana di alto livello – di cui non si sa più niente – e l’ennesimo carico di armi diretto ad Hezbollah. Quello di ieri è l’ennesimo attacco israeliano all’aeroporto di Damasco che è tutto fuorché uno scalo civile visto che proprio da questo aeroporto l’Iran fa transitare l’80% delle armi dirette a Hezbollah. Missili di precisione, missili anticarro e difese aeree, tra cui i missili terra-aria Air-358 di fabbricazione iraniana,…

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Una meticolosa inchiesta di Jo Becker e Justin Scheck del New York Times ha dimostrato, carte alla mano, come sia il governo israeliano che quello americano abbiano ampiamente sottovalutato il fiume di denaro che entrava nella casse di Hamas, denaro con il quale i terroristi palestinesi si sono potuti armare e preparare meticolosamente la strage del 7 ottobre 2023. I due giornalisti del Times ci raccontano che funzionari di sicurezza israeliani hanno messo a segno un importante colpo di intelligence nel 2018: documenti segreti che hanno descritto, con dettagli intricati, ciò che equivale a un fondo di private equity che…

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Per ben due volte negli ultimi giorni le truppe speciali dell’esercito israeliano sono arrivate ad un passo dalla cattura di Yahya Sinwar, il capo di Hamas responsabile di aver pianificato la strage del 7 ottobre. “I due covi erano ancora caldi” afferma un ufficiale dell’intelligence dell’IDF il quale dice anche che il lavoro di intelligence sul terreno prosegue senza sosta per trovare il macellaio di Khan Younis, come viene chiamato Sinwar. Durante la caccia ai covi del capo di Hamas le truppe dell’IDF si sono imbattuti anche in un covo “caldissimo” dove si nascondeva Muhammad Deif, il comandante dell’ala militare…

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